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6/6/2009 SeRiE A - 32^GiOrNaTa - GeNoA-LaZiO 0-1
"Zaratemania" - Genoa-Lazio 0-1
9 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Uno come lui non si può imbrigliare in uno schema. Il fenomeno resta fenomeno e così l’effetto derby continua anche a Genova. Il monello della Pampa è sempre più determinante e stende i rossoblu con un gol stratosferico. Maurito, un vero ET, scende da un altro mondo per far volare alta l’Aquila nel cielo. Peccato solo per quel secondo gol fallito per troppa testardaggine: voleva ubriacare anche Rubinho ma ha perso l’attimo: come se un etilometro l’avesse fermato all’ultimo istante.
8 e mezzo a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Altro che Castoro dal volto umano; quella deviazione su Biava del primo tempo più che in un roditore lo trasforma di diritto in un gatto. Ma col coraggio di leone, quando esce a valanga su Sculli lanciato in rete, rischiando grosso ma parando l’impossibile. Ad un certo punto fa un liscio da Gialappa’s ma ad un ragazzotto con quella faccia così pacioccona una marachella si può pure perdonare!
7+ a Gatto Silvestro de Silvestri Non ce la fa più a stare in panchina e quando finalmente ne ha la possibilità si lancia come un ossesso sul campo. Corre sulla sua fascia come un fulmine e nessuno riesce a prenderlo: prima Biava, poi Criscito, anche Ferrari ci provano con impegno ma restano sempre indietro. Una forza della natura, una grinta straordinaria, ma anche una grande capacità di saper aspettare il proprio turno senza fare polemica. Grande Lorenzo.
7 a Zibidì-Zibidè-Diakitè Di testa è insuperabile, come l’omonimo tonno, ma pure con i piedi ci sa fare. Ormai il giovane difensore cercato pure dall’Arsenal di sir Arsene Wenger è un calciatore completo ma gli converrà però andare a farsi un viaggetto a Loreto, dove qualcuno dovrà pur proteggerlo dalla sfiga che lo perseguita con gli infortuni.
7 a San Marino-Andorra-Liechtstein Forrest Gump oggi ci ha riprovato: la mira è sbagliata ma quella palla deviata di testa verso la porta del Genoa fa tornare alla mente la zuccata pesantissima di sabato scorso. Criscito è diventato matto a forza di stargli dietro e se ora Tom Hanks Licht si mette anche a segnare sarebbe la quadratura del cerchio. Da pensionato così lo assumeranno per ottimizzare lo spazio nei magazzini delle forme di Emmenthal.
7 a se son Rosental S’ è fatto crescere i capelli e forse grazie a questo rito ha ritrovato la forza e la santità, come tra gli indiani Sihk. Lo lasciammo scuro in volto per l’esclusione ma ora lo ritroviamo mezzo guru e pure mezzo Sansone; speriamo che non sia nei paraggi Dalila.
7 al barbiere di Siviglia Soraya non scherza: il vecchietto difensore biancazzurro, orfano di Mariangela, non molla tutto come D’Orazio con i Pooh, ma ne esce rinvigorito e sempre pronto alla lotta. Arcigno ed inossidabile, come una cucina economica.
7 a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca in una partita giocata a tutta callara poteva stentare. Invece ha mostrato grande vitalità, sbarrando la strada a turno a Thiago Motta, Juric, e Mesto, e nel frattempo supportando molto bene i compagni in mezzo al campo. Lumacone si, ma con juicio!
6 e mezzo a Coca Kolarov L’emulo di Gustav Thoeni, il leader dello slalom speciale che non salta mai le porte, ma le centra perfettamente, sembra ormai pronto per il salto di qualità. Ancora commette qualche sbavatura in fase difensiva ma il suo vigore è straripante. Oggi s’è messo a fare anche il regista: ha pure indovinato il passaggio smarcante per Zarate: un lancione di 40 metri che per fortuna non ha centrato ancora il povero Saccani.
6 e mezzo a bello Mauri! (o Mauro Belli del X Tuscolano) e Tibi Dabo Dabò Il bello del Distretto di polizia col suo omologo di reparto che viene da Ostia sono entrati in campo col piglio giusto: stavolta non è stata una scampagnata, i due hanno corso molto ed hanno dato tutto. Fave e pecorino sono restate nello zainetto.
6+ a “Macedonia” PANDEV Oggi è sfortunatissimo: l’infortunio probabilmente lo terrà fuori per un po’ di tempo ma tanto vivrà di rendita “ad libitum”, grazie alla mezza girata che ha aperto le danze nel derby.
6+ a Rocco ROCCHI Il pantera era l’assente giustificato, ma quando Pandev s’è fatto male è entrato per spaccare il mondo. S’ è mosso benissimo, peccato che è rimasto all’asciutto.
6+ e alla Legge del Meghni Peccato che sono troppo pochi i venti minuti che ha a disposizione per dimostare che non è solo quello della pubalgia. Ma si merita anche lui una buona dose d’applausi reggendo bene le incursioni finali del Grifone.
aLtRi GoL 32^ GiOrNaTa
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cLaSsIfIcA SeRiE A 32^GiOrNaTa

| Inter | 74
|  | Juventus | 64
|  | Milan | 64
|  | Genoa | 57 | |

| Fiorentina | 55 | |

| Roma | 52 | |

| Palermo | 49 | |

| Cagliari | 48 | |

| Lazio | 47 | |

| Udinese | 42 | |

| Atalanta | 41 | |

| Catania | 40 | |

| Sampdoria | 40 | |

| Napoli | 39 | |

| Siena | 37 | |

| Chievo | 34 | |

| Torino | 27 | |

| Bologna | 26 | |

| Lecce | 24 |
 | Reggina | 23 | 4/12/2009 SeRiE A - 31^GiOrNaTa - LaZiO-RoMa 4-2
LAZIO- riommma 4-2 - "Buona Pasqua!"
9 a “Macedonia” PANDEV Pronti, via e subito gol! Così comincia il derby n°132 che molti non volevano si giocasse per rispetto alla grande tragedia abruzzese, ma che poi, “strada facendo” ha impegnato sempre più menti e cuori verso il tifo, come sempre accade da quando esiste il calcio. Goran sblocca al secondo minuto il risultato, con una botta di sinistro che annuncia un approccio diverso della Mitica, dopo tanta scempiaggine, verso la madre di tutte le partite. Proprio lui, a secco dalla trasferta di Reggio e sempre sottotono nelle ultime uscite. Sarà un segnale?, si chiede il popolo biancoceleste. Sì, lo sarà. E che segnale…
9 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Palla al centro e via, altro gol! Maurito ritorna Extraterrestre e scaglia una bomba da venti metri che impallina Doni come un tordo qualsiasi. Un gol da leggenda, da ricordare nelle serate estive con gli amici quando il campionato è lontano e la voglia di Lazio è tanta. Un eurogol da dvd da distribuire in edicola, come solo il monello della Pampa ci ha abituato. L’undicesima perla di un campionato col botto, messa a segno nella partita del riscatto, giocata, quando si dice il caso, contro la seconda squadra della Capitale. Grande Zarate. Bentornato!
9 a San Marino-Andorra-Liechstein Lo svizzero più laziale di tutti. O il laziale più svizzero. Fate voi. Sicuramente quello che è venuto qua da illustre sconosciuto con tanto di puzza di cioccolata e formaggio delle sue parti, ma che ha subito capito come si deve fare per onorare la maglia. Come dire, il Forrest Guamp de noantri, laziale vero. Uno di noi. Quel colpo di testa è stato superlativo, la grinta che ci ha messo da applausi, la voglia di vincere pure. Alla faccia di Panucci & compagnia cantando. Bravo Liech, sei er mejo!
9 a Coca Kolarov Poca difesa e solo punizioni. Così, con due battute, venivano solitamente bollate le performance del serbo fino al 10 aprile 2009. Da questa data, il fratello di latte di Sinisa che col suo nome ha dato lo sprint alla bibita più famosa del mondo (o è il contrario?…), sarà ricordato come colui che ha definitivamente umiliato la “squadra più forte del mondo”. Un gol che a memoria di chi scrive, si ricorda in quel di Pescara ad opera di Gazza, leggi una serpentina con scarto di avversari come birilli per mezzo campo, fino al tiro vincente in porta. Una botta di destro per lui mancino naturale che sa di trionfo. Bravo Coca, li hai sdraiati.
8+ a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca ha dominato. In lungo e in largo. Non si sa perché né percome, fatto è che con i peperones, ha un conto in particolare. E noi godiamo di ciò. Si è piazzato li, davanti alla difesa, regista arretrato come Pupi Avati e i suoi piacevoli amarcord degli anni Cinquanta, e non ce ne è stato per nessuno. Figuratevi per quei fenomeni delle chiacchiere. Ha tagliato e cucito il gioco come jè parzo e piaciuto, come si dice dalle nostre parti, che dall’altra sponda dicono siano le loro. Come no, con appena 27 anni de ritardo…
8+ a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Ha dato sicurezza al reparto e ai tifosi laziali. La sua prestazione si potrebbe tranquillamente inserire fra le notizie della nota rubrica della Settimana Enigmistica, chiamata “Incredibile ma vero”. Già, la vittoria di questa Pasqua benedetta e di resurrezione, porta anche il suo nome, quello del Castoro dal volto umano. Incredibile, ma vero, appunto.
8 a Matusalemme lemme lemme La prima palla che ha preso, in senso metaforico s’intende, è stata quella del pallone boro. Secondo numero 6 del primo minuto di gioco. Na caracca tanto pe’ faje capì che non era aria. Poi, Marcelino-samba-e-vino è salito in cattedra contribuendo ad ammorbidire il tutto e i palloni che gli passavano fra i piedi. Gli applausi che ha ricevuto a scena aperta quando è stato espulso, suggellano il suo trionfo personale. Santo subito.
7 e mezzo a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Mezza partita, quella dei secondi 45, ma tanto è bastato per metterci il sale. Quello della sua terra, che sa di pizza, sole e funniculì-funniculà. I dribbling, le finte, le controfinte. Li ha mandati al manicomio. E a rosicare.
7 e mezzo a Brocco BROCCHI Broccolo a chi? Provatevi a dirglielo mentre spazzava la fascia col piglio del commandos, dopo aver fornito l’assist a Macedonia per il gol. Broccolo a chi?, se non gli ha fatto vedè er pallone al Perrotta di turno. Broccolo a chi? Brocco Brocchi, il piccolo grande uomo del centrocampo a tinte biancoblu. E ho detto tutto.
7+ al Duo dell’ Azzardo Soraya con l’artista, la vecchia guardia con la novelle vague della difesa (tutta pennelli tavolozze e cappellate a colori). Un duo male assortito, anzi sbilanciato, che aveva fatto tremare le vene a tutti al solo pensiero di vederli insieme. Ma per fortuna il Duo ha retto. Del resto, anche le coppie sballate a volte possono far bene. Chiedetelo a Enzo Paolo Turchi e Carmen Russo.
7 a Rocco Rocchi, a bello Mauri! E Gatto Silvestro Entrano e giocano per partecipare all’apoteosi.
[2 al Pallone boro] Complimenti. Con quella che passerà alla storia come la batosta del sabato di Pasqua, ha collezionato la 12/ma sconfitta nel derby. E’ record. E’ il giocatore della riomma che ne ha persi più di tutti nella storia delle stracittadine. Insuperabile.
[1- al Mago di Certaldo] La sceneggiata che ha fatto in panca, nel tunnel e davanti alle telecamere, è la parte migliore di questa vittoria. Quella che si chiama “rosicamento”. Del resto, con noi i maghi non hanno vita facile. Bastò un gol di Nanni in un derby, per mandare in pensione il mago Herrera, uno che qualcosa almeno aveva vinto. Sim salabim e tutti a casa. E per noi invece, buona Pasqua.
aLtRi GoL 31^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 31^GiOrNaTa
| 1
| Inter
| 73
| 31
| 22
| 7
| 2
| 57
| 23
| 34
|
| 2
| Juventus
| 63
| 31
| 19
| 6
| 6
| 56
| 29
| 27
|
| 3
| Milan
| 61
| 31
| 18
| 7
| 6
| 54
| 28
| 26
|
| 4
| Genoa
| 57
| 31
| 16
| 9
| 6
| 43
| 29
| 14
|
| 5
| Fiorentina
| 55
| 31
| 17
| 4
| 10
| 43
| 31
| 12
|
| 6
| Roma
| 49
| 31
| 14
| 7
| 10
| 48
| 46
| 2
|
| 7
| Palermo
| 46
| 31
| 14
| 4
| 13
| 42
| 40
| 2
|
| 8
| Cagliari
| 45
| 31
| 13
| 6
| 12
| 36
| 31
| 5
|
| 9
| Lazio
| 44
| 31
| 13
| 5
| 13
| 43
| 45
| -2
|
| 10
| Atalanta
| 41
| 31
| 12
| 5
| 14
| 36
| 35
| 1
|
| 11
| Sampdoria
| 40
| 31
| 10
| 10
| 11
| 36
| 39
| -3
|
| 12
| Napoli
| 39
| 31
| 10
| 9
| 12
| 35
| 35
| 0
|
| 13
| Udinese
| 39
| 31
| 10
| 9
| 12
| 40
| 42
| -2
|
| 14
| Siena
| 37
| 31
| 10
| 7
| 14
| 29
| 33
| -4
|
| 15
| Catania
| 37
| 31
| 10
| 7
| 14
| 31
| 37
| -6
|
| 16
| Chievo
| 31
| 31
| 7
| 10
| 14
| 28
| 40
| -12
|
| 17
| Torino
| 27
| 31
| 6
| 9
| 16
| 28
| 47
| -19
|
| 18
| Bologna
| 26
| 31
| 6
| 8
| 17
| 33
| 53
| -20
|
| 19
| Lecce
| 24
| 31
| 4
| 12
| 15
| 27
| 53
| -26
|
| 20
| Reggina
| 20
| 31
| 3
| 11
| 17
| 22
| 51
| -29 | SeRiE A - 30^GiOrNaTa - SiEnA-LaZiO 2-0
Siena-Lazio 2-0 - "Siamo alla frutta"
6+ a San Marino-Andorra-Liechstein Dovevano essere tre partite facili, diciamo alla portata della Lazio. Dovevano. Chievo, Catania e Siena. Sì, dovevano, del resto cosa hanno in più della Mitica queste “provinciali”? La risposta è semplice e al tempo stesso emblematica: tutto. La grinta, il gioco, la voglia matta di vincere e comunque di provarci fino alla fine. L’esatto contrario di questa squadra di fighetti e primedonne datate e sulla via del tramonto come una Milva o una Iva Zanicchi qualsiasi. Siamo alla frutta insomma, in un limbo che non è né carne né pesce, dove pochi galleggiano e possono camminare a testa alta. Il Forrest Gump de noantri è uno di questi. Tutto il resto non è noia, come avrebbe detto il Califfo, ma vergogna.
6 a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca ha stentato a carburare. Del resto non c’è stato nessuno che lo ha supportato ai fianchi e in mezzo al campo. Ma alla distanza è uscito fuori, come la Lazio della buonanima di Juan Carlos Lorenzo, che dopo una ventina de minuti butatti via, si rimboccava le maniche e colpiva. Come ha fatto lui a Siena. Tre assist al bacio per Rocco, gettati al vento dallo stesso. Molti recuperi poi e tanta determinazione. Ma una rondine non fa primavera, lo dice pure il proverbio e pe’ sti sciagurati, la stagione più bella e frizzante dell’anno, resta disgraziata. Anzi, maledetta. Maledetta primavera. Ma purtroppo per noi, non c’è nessuna Loretta Goggi a indolcire la pillola.
6- a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Ha giocato mezza partita facendo del suo meglio. Ma quello che si deve sottolineare è che ha giocato “solo” e a sorpresa, mezza partita. E non si capisce il perché. Se era malato, febbricitante come qualcuno aveva anticipato infatti, lo doveva essere anche per il secondo tempo. Se stava bene invece, doveva stare bene anche dall’inizio del match. Come si può stare bene, essere cioè abile e arruolato solo per 45 minuti? Un mistero. Ma è un mistero che non ci piace. Noi cresciuti con gli avvincenti e appassionanti “Misteri della Giungla nera” di Salgari, restiamo sconcertati e basiti davanti a quelli propinati dal Sor Delio, la cui strategia tattica è l’unico vero mistero di questa partita giocata in confusione totale.
5+ a Coca Kolarov Col pressing esercitato dai bianconeri senesi, non è riuscito mai a partire sulla fascia. In compenso, al contrario di altri compagni di merende del reparto, ha difeso, una cosa per lui molto difficile. Come parlare italiano per Antonio Di Pietro. E scusate se è poco.
5- a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Il fenomeno è diventato uno come gli altri. E non è un bella trasformazione. Si è imborghesito. Ha fatto la fine del Marziano sbarcato a Roma del grande Ennio Flaiano (vedi “Diario notturno”, Adelphi), che dopo lo stupore e i flash degli inizi, veniva assoldato dalla compagnia di giro di Moravia e company per partecipare alla elezione di una Miss come un comune mortale terrestre. Così anche il nostro Maurito, dopo il botto iniziale, si è assuefatto all’andazzo generale ed è letteralmente e senza soluzione di continuità, passato dalle stelle alle stalle.
5- a Rocco ROCCHI Assente Brocco Brocchi, Rocco è rimasto Rocchi e il broccolo (vedi Pagelliadi precedenti) se l’è pappato da solo. Davanti alla porta.
5- - a Matusalemme lemme lemme Con lui il centrocampo biancoceleste aveva trovato la quadra. La fantasia carioca al servizio della concretezza argentina (der Lumaca). Marcelino-samba-e-vino, dopo un recupero biblico sulla scia del suo imprinting (nomen omen), ha sciorinato performance di livello. A Siena però si è perso, e ha “sciorinato” fuori dal vaso. Dategli il pappagallo.
4 e mezzo a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Troppi complimenti! E come se dice a Roma, il troppo stroppia. Ecco così che il Castoro dal volto umano (solidale peraltro col Fenomeno dei Due mondi che in Bolivia ha dato il meglio di sé), ha fatto capire apertamente che al di là degli innegabili miglioramenti, lui in fondo in fondo, non è cambiato. E’ sempre lo stesso. Come Fabrizio Frizzi. Un bamboccione.
4 al Duo delle Meraviglie Mariangela in tilt su Calaiò, Soraya in crisi co’ Maccarone come a suo tempo con lo Scià. L’allegra brigata difensiva si scioglie come neve al sole ai primi caldi. Un classico. Come la Parietti nell’Arena di Giletti a “Domenica in”. Tanto fumo e poco arrosto. Ma allo spiedo ci finiamo noi.
3- alla Legge del Meghni La sua prestazione? Non pervenuta, come la temperatura di Santa Maria di Leuca, nell’ultima rilevazione del Servizio meteorologico dell’aeronautica Militare. E te credo, hanno spiegato poi gli addetti ai lavori, il centro è chiuso da tre anni. Come lui.
2- - a bello Mauri! (o Mauro Belli del X Tuscolano) Inutile come una crostata senza marmellata, imbarazzante come Marina Ripa di Meana alla “Fattoria”, inespressivo come un Tronista di Maria de Filippi, il belloccio del Distretto di polizia è entrato in campo già stanco, con ancora il pigiama indosso e i bigodini in testa. La speranza è che si svegli al più presto. Per vestirsi, prendere la valigia e tornarsene a casetta. Amen.
aLtRi GoL 30^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 30^GiOrNaTa
Inter 72 Juventus 63 Milan 58 Genoa 54 Fiorentina 52 Roma 49 Cagliari 45 Palermo 45 Lazio 41 Atalanta 40 Napoli 38 Catania 37 Sampdoria 37 Udinese 36 Siena 34 Chievo 31 ;Bologna 26 Torino 24 Lecce 24 Reggina 20 SeRiE A - 29^GiOrNaTa - CaTaNiA-LaZiO 1-0
Catania-Lazio 1-0 - "Maledetta primavera"
6+ a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Dice finalmente è arrivata la Primavera, aria nuova, prati in fiore, si cambia pelle! Maddeche, qui piove, nevica e tira vento. E sulla Lazio si abbatte no’ sconforto, dalle nostre parti scojonamento, da tempi bui. Al primo assalto, un contropiedone doc dove mezza squadra va in tilt, andiamo subito a fondo e chi si è visto si è visto. Nessuno reagisce, nessuno alza la testa, e tra i pochissimi a salvarsi, c’ è il Castoro dal volto umano, che si guadagna la pagnotta con onore. Per il resto è solo pioggia di sbadigli e vento di tempesta. Altro che i prati sono in fiore. Aveva ragione Loretta Goggi in un San Remo storico: Maledetta Primavera…
6 a San Marino-Andorra-Liechstein Doveva arrivare anche il momento no per il Forrest Gump de noantri. La sua corsa infatti si infrange sul muro dell’indifferenza dei compagni di merenda biancoceleste. E così la sua è una corsa in salita, perché nessuno lo aspetta, nessuno lo cerca e nessuno lo avvisa. Che corre invano.
5 e mezzo a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Il babà si è inacidito. Dove è finito quel guappo dell’area? Dove se ne è andato quel guaglione e Posillipo? Dove ha traslocato quel pazzariello dei vicoli? Chissà chi lo sa, avrebbe risposto il Febo Conti della nostra Tv dei Ragazzi. Certo è che sparito lui dalla scena, con le sue percussioni e il suo salto dell’uomo (quando è in giornata, roba da Circo Togni) la Lazio si è arenata. E amen.
5 a Carlos Monzon LEDESMA Poche idee, ma confuse. Come Di Pietro. La sua regia questa volta è di basso profilo, da B movies (La Poliziotta si fidanza col ladrone, La liceale dietro la lavagna insieme al vicepreside, Pierino contro tutti si fa prete, eccetera) e non produce il solito copione. Imbrigliato dal pressing avversario perché privo del suo ragioniere personale (leggi Marcelino-samba–e-vino), er Lumaca annaspa come un Lumacone e la manovra stenta. L’unico scatto d’orgoglio nei primi minuti della ripresa con un bel scaldabagno. Ma è poca cosa. Col freddo che faceva, doveva essere acceso molto prima.
5 al Duo delle Meraviglie Gli attaccanti del Catania arrivano da tutte le parti, e loro si difendono come possono. Coi loro limiti oggettivi e la loro verve agonistica. Lo abbiamo detto da tempo del resto, Mariangela e Soraya sono fatti così, prendere o lasciare. Per quanto ci riguarda, prendere in ogni caso e senza pensarci due volte, come le Generali in tempi come questi con la Borsa che soffre. Risaliranno.
5 a bello Mauri! (ecc. ecc.) Quaranta minuti per provarci. E in effetti la Mitica riparte. Ma ha anche lui i suoi limiti. Entra già stanco in vestaglia e bigudini e più di un paio di lanci non va. La Luna consiglia: mandatelo un po’ in miniera per fargli capire cosa vuol dire lavorare.
5- a Rocco ROCCHI E Brocco BROCCHI Gemelli diversi. Separati dalla nascita. Convergenti ma paralleli. Rocco è diventato Brocco, Brocchi si perso la “B” per strada ed è soltanto Rocchi. Come dire, in due non ne fanno uno buono.
5- - ad Anticoli Corradu Ma che je voi dì a uno che è stato 2 mesi sotto chiave negli scantinati de Formello. Certo è che il buon giocatore che aveva scatenato gli applausi della gente laziale al suo esordio non esiste più. E’ rimasta solo la figurina sull’album. “Qualcuno” ha distrutto pure lui.
4 e mezzo a “Truciolo” Nino MANFREDINI Chi lo applaude a prescindere, chi lo fischia a priori, siamo alle solite, ma lui non fa niente per conquistare gli uni agli altri e viceversa. Turista per caso nella città dell’Elefante, ha l’occasione per chiedere la grazia a Santa Rosalia (“famme diventà giocatore sul serio!!!”), ma non la chiede. Gli è rimasto solo il Divino Amore. Come alla Lazio.
4 a Macedonia PANDEV E’ l’emblema di questa Lazio impotente di fronte alle avversità. Non segna più. Manco dal pizzicagnolo. Figuriamoci su rigore. La crisi l’ha investito in pieno come un sottoscrittore dei mutui subprime made in Usa. E non dà segni di ripresa. Questa è la dramma, come avrebbe detto Zeman. O Mazzone, che d’italiano ne masticava poco? Mah, è dramma in ogni caso.
NG Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Gli potresti dare 5, oppure 4-, o addirittura un bel ?, tanto lo si è visto demotivato e spento in quei venti minuti di tristezza. La realtà è che il voto dovrebbe essere dato a chi l’ha ridotto così. E ho detto tutto.
aLtRi GoL 29^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 29^GiOrNaTa
Inter 69 Juventus 62 Milan 55 Genoa 51 Fiorentina 49 Roma 46 Cagliari 42 Palermo 42 Lazio 41 Atalanta 40 Catania 37 Napoli 37 Udinese 36 Sampdoria 36 Siena 31 Chievo 30 Bologna 26 Torino 24 Lecce 24 Reggina 20 SeRiE A - 28^GiOrNaTa - LaZiO-ChIeVo 0-3
Lazio-Chievo 0-3 - "Chievati"
6 e mezzo a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Nella domenica che sancisce una Lazio inguardabile e un arbitraggio scandaloso, il clone di Nino D’Angelo è l’unico che nel piattume generale, cerca con i suoi spunti di sparigliare le carte. Ma la partita è scritta già dalle prime mosse. Sarà un tresette. Col morto naturalmente. La Lazio che scende in campo contro il Chievo è un cadavere ambulante. Pascale corre, ma gli altri camminano, lui crossa, gli altri dormono, lui s’invola, gli altri restano a terra. Anzi, tera-tera, come si dice dalle nostre parti. Ma l’orgoglio capitolino della primogenitura, a sti smidollati che vestono la gloriosa maglia j’arimbarza. Come il pallone nella rete. Tre volte. Il modo peggiore per ricordare quel gentiluomo di Ugo Longo.
6 a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Dice, ha preso tre sveglie. Sì, è vero, ma il suo dovere l’ha fatto fino in fondo. Insomma al Castoro dal volto umano non gli puoi imputare nulla. E questo la dice lunga su come hanno giocato (giocato? Si fa per dire…) gli altri.
6- - a Matusalemme lemme lemme La classe del brasiliano biancoceleste, non è sufficiente a sbrigliare la matassa. Le sue intuizioni e i suoi lanci, s’infrangono sul muro innalzato dai veronesi e su quello dell’indifferenza degli sventurati compagni di merende. Tutto risulta vano. Anche quello spettacolare tacco al volo col quale Francelino-samba-e-vino salta l’avversario, perché l’arbitro che non aveva mai fischiato a nostro favore, all’improvviso e maliziosamente stoppa il gioco per una stupidaggine, non riconoscendo la regola del vantaggio. Le regole del resto, sta volta non reggono e finisce così che rimaniamo…“chievati”.
5 e mezzo a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (ole!) Parte a razzo, finisce pazzo. Non si capacita infatti perché il pallone non gli arrivi quasi mai. Certo, il centrocampo co’ tutti quei chievaroli, era affollatissimo, sembrava il 64 all’ora di punta quando arriva a piazza Venezia: pieno come n’ovo! Difficile perciò svicolare in quella ressa. Restava allora la fuga solitaria. Ma anche quella non ha funzionato e il monello della Pampa, ha fatto la fine di Toni Sperandeo a “La Fattoria”: è rimasto a secco.
5+ a San Marino-Andorra-Liechstein Il Forrest Gump de noantri ce la mette tutta. Corre come un matto come da copione. Ma per arrivare dove, se gli altri sono rimasti al capolinea? La risposta alle prossime puntate.
5 a Brocco BROCCHI e Rocco ROCCHI Un tempo per uno non fa male a nessuno, ma a loro sì. Broccolo chi? infatti non ce la fa ad emergere più di tanto in soli 45 minuti, mentre il Ghepardo non riesce a trovare la via gol nonostante parta dalla panchina. Brocco diventa così Rocco e Rocchi si tramuta in Brocchi. Della serie, cambiano le consonanti ma il risultato è lo stesso. Si perde.
5- a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca annaspa. E si trasforma in Lumacone. Da regista arretrato non ha diretto le operazioni al meglio. Il suo ciak infatti è stato battuto a vuoto e più che un film d’azione, è sembrato un film di passione. Nel senso di sofferenza però, tipo “The Passion” di Mel Gibson. La domanda allora sorge spontanea, come diceva il desaparecido Lubrano: ma non siamo un po’ in anticipo per Pasqua?
4 a “Macedonia” PANDEV Non ne azzecca più una. Come Luca Giurato. Solo che quel maldestro giornalista (sic!) fa ridere, mentre il nostro Folletto fa piangere.
4- al Duo delle Meraviglie Che tempismo. Non facciamo a tempo ad esaltarli (a Lazialità in Ghigou, sui giornali, nelle radio) per la loro ritrovata vena, che i nostri eroi fanno il botto. Come ai bei tempi. Con cappellate clamorose da dilettanti allo sbaraglio. Da avanspettacolo biancoceleste. Passano infatti tra il lusco e il brusco, da fenomeni dell’area piccola a banda del buco. Un trionfo di amnesie sconcertante che solo i veri artisti sono capaci di eseguire. Intramontabili come Gianni e Pinotto, immarcescibili come Ric e Gian, irresitibili come Ficarra e Picone. In sintesi, Mariangela e Soraya. E ho detto tutto.
3 a Coca Kolarov La sua performance tutta in affanno, si conclude nel modo peggiore con una espulsione inevitabile per un fallo inutile. Come dire, “L’impossibilità di essere normale”. Ma non c’è nessun Elliott Gould ad interpretare quel celebre ruolo.
3- a bello Mauri! (eccetera) Sta volta non funziona manco come Fortunello. Non funziona proprio. Come Alessio Vinci al posto di Mentana a Matrix. Non funziona.
2- a se son Rosental Non è una sua colpa, essersi prestato ad affossare Mariangela (una sostituzione quella del brasiliano a 9 minuti dal termine tanto per umiliarlo coi fischi velenosi, da condannare), questo è evidente come la crisi che attanaglia Pecoraro Scanio e il mondo dei verdi. La sua colpa è nel dichiararsi un difensore. Come è entrato ha fatto un liscio da scapoli-ammogliati clamoroso che neanche il buon Scaloni era stato capace di fare, poi, con la massima nonchalance, ha dato il via all’azione dei veronesi cha ha portato Pellissier al terzo gol. L’avevamo già detto. Dategli tavolozza e pennelli e mandatelo a fare i ritratti ai turisti a piazza Navona. E non se ne parli più.
aLtRi GoL 28^GiOrNaTa
cLaSsIFiCA SeRiE A - 28^GiOrNaTa
Inter 66 Juventus 59 Milan 54 Genoa 48 Fiorentina 46 Roma 46 Palermo 42 Lazio 41 Cagliari 39 Atalanta 39 Napoli 36 Udinese 36 Catania 34 Sampdoria 33 Siena 31 Chievo 27 Bologna 26 Torino 24 Lecce 23 Reggina 20 3/14/2009 SeRiE A - 27^GiOrNaTa - NaPoLi-LaZiO 2-0
Napoli-Lazio 0-2 - "Vedi napoli eppoi...vinci"
9 a Rocco ROCCHI Entra e segna. Due gol in sette minuti. Uno di destro, l’altro di sinistro e l’Aquila vola. C’è voluto il Ghepardo, per annullare i timori di una possibile sorpresa da parte di Lavezzi e compagni, e cancellare una Lazio leziosa nel primo tempo. C’è voluto il bomber de noantri per stendere la squadra di Reja e galvanizzare la gente laziale. Con Rocco la musica è cambiata e pure il noto detto vagamente iettatorio che da sempre accompagna la visione e le trasferte nella città di Pulcinella. Da adesso in poi, “vedi Napoli, eppoi…Vinci!”, altrochè. Grazie Tommy!
8+ a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Grande. Sì, avete letto bene. Ha parato tutto. Avete riletto bene. Il migliore (Rocco a parte). E avete letto ancora una volta bene. E’ vero, sembra incredibile, scrivere e leggere simili affermazioni conoscendo i nefasti trascorsi del Castoro dal volto umano. La realtà odierna però è questa, perché il giovane “numero uno” uruguagio ha dimostrato di essere passato senza soluzione di continuità, dalla condizione di semplice ed anonimo citofono di una casa popolare dell’Ater a portiere con guardiola e divisa con galloni, da palazzo dei quartiere alti. Carrizzo, Carrozzo, Corrazza, chi era costui?….
7 e mezzo a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca ha spopolato. Ha preso per mano la squadra nei momenti di difficoltà (soprattutto nei primi 45), spezzando il gioco avversario e i guizzi di Hamsik e compagni di merende e l’ha portata alla vittoria. Con la sua regia fatta di elementi essenziali, senza tanti fronzoli, concentrata su taglia e cuci preziosi e ripartenze calibrate. Ma non è una novità, lui è sempre stato così, un giocatore poco appariscente ma essenziale. Che dobbiamo tenerci stretto. Capito Lotì?
7 al Duo delle Meraviglie Mariangela e Soraya due giganti. Piazzati davanti al Castoro, danno il fritto al limite delle loro possibilità. Non sono campioni come Burgnich e Facchetti, né tanto meno fenomeni come Nilton e Dialma Santos, ma solamente Mariangela Fantozzi Cribari e Soraya Siviglia, due onesti lavoratori della pelota attaccati a questa maglia, come un francobollo su una lettera. Due centrali su cui puoi contare sempre, due fedelissimi che non tradiscono mai, due artisti con le loro debolezze e i loro lampi che garantiscono comunque l’impegno e il “divertimento”. Come, e vai col tormentone, Gianni e Pinotto, Ciccio e Franco, Ficarra e Picone. Mariangela e Soraya, appunto.
7- a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Gioca in casa e da buon napoletano “sente” la partita, perciò soffre. Ma è sufficiente l’assist al bacio per il Ghepardo al 12° della ripresa, per dare un senso, e che senso, a una prestazione sotto tono rispetto alle precedenti.
6 e tre quarti a Brocco BROCCHI Eccolo di nuovo. Irresistibile, indistruttibile, immarcescibile. Broccolo a chi? Entra in campo e mena. Broccolo a chi? Entra in campo e attacca. Broccolo a chi? Entra in campo e difende. Testa incassata, bracce corte e torace alla Steve Revees , il Torello biancoceleste getta il cuore oltre l’ostacolo e si scatena. Broccolo a chi? Brocco Brocchi. E ho detto tutto.
6 e mezzo a Coca Kolarov e San Marino-Andorra-Liechstein Gajardi e tosti. E se lo si sapeva per il Forrest Gump di Formello, adesso lo si sa anche per il Sinisa dei poveri, dopo la sua buona performance contro gli azzurri del Golfo. Per una volta infatti più che tirare da tutti li pizzi, come spesso gli capita, si è rimboccato le maniche e si è messo, incredibilmente, a difendere. Del resto, come ricordava il mitico maestro Manzi della Tv in bianco e nero degli anni Sessanta, non è mai troppo tardi.
6+ “a bello Mauri!” (o Mauro Belli del X Tuscolano) E due. La storia si ripete. Il belloccio del Distretto di polizia entra e la vittoria arriva. Da sciupafemmine prestato al calcio a fortunello prestato alla prima squadra della Capitale. Il passo non è breve, ma tant’è. E che duri il più a lungo possibile.
6+ a Matusalemme lemme lemme Ha spinto come un dannato nelle tre partite (e vittorie) precedenti, un record per lui, fisiologicamente predisposto al quieto vivere ed al tran tran pallonaro, logico ed inevitabile il calo dopo tanto furore agonistico. Francelino-samba-e-vino in ogni caso c’è. Ed anche quando si riposa, è un bel vedere. Come un quadro di Monet.
6 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Venti minuti da Et, dieci da marziano semplice, poi è sceso sulla terra e l’hanno abbattuto con una gomitata al gargarozzo come un venusiano qualsiasi. Quando però tornerà a spiccare il volo come da copione di “Guerre stellari”, saranno sicuramente xxxxx amari.
6- a Macedonia PANDEV Dopo la luce di Coppa, il buio di campionato. Dalle stelle dell’Olimpico alle stalle di Fuorigrotta. Non c’è via di mezzo. Prendere o lasciare. Dal manuale “Vivere in letizia” di Suor Germana: “Prendete sempre non lasciate mai, tornerà tutto utile prima o poi”. Giusto, prima o poi.
aLtRi GoL 27^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 27^GiOrNaTa
CoPPa iTaLiA - SeMiFiNaLe AnDaTa - LaZiO - JuVeNtUs 2-1
Lazio-Juventus 2-1 - "Basta crederci"
9 a i GEMELLI DEL GOL Goran chiama, Rocco risponde. Pandev segna, Rocchi raddoppia. Basta crederci e la Lazio vince. I Gemelli del gol biancoceleste tornano a segnare in Coppa e l’Aquila vola, bella e impossibile. Impossibile come lo è stata nel primo tempo quando sembrava stordita dal pressing bianconero e dall’evento. Poi, però, la svolta. Grazie a loro, ai veterani dell’attacco laziale, 143 reti in coppia, che si svegliano dal torpore insieme a tutta la squadra e mettono i sigilli. Un sinistro mortifero del Folletto dell’Est e una stoccata di lusso e di rabbia del Ghepardo da apoteosi. Bastava crederci, e la Mitica c’ha creduto, sospinta da mille bandiere del popolo biancazzurro. E allora, Coppa Italia si può fare? Basta crederci.
8+ a Matusalemme lemme lemme Aò, ce n’ha messo di tempo per entrare in forma, nel rispetto dell’imprintig rappresentato dal suo nome (omen nomen) che è un inno alla lentezza, ma poi una volta entrato in forma, che spettacolo! Ma l’avete visto? Ha preso per mano la squadra nel momento più difficile, quando anche i più fiduciosi iniziavano a tentennare, e l’ ha portata alla vittoria con i suoi tocchi da brasiliano vero. Lanci da fermo da applausi, palleggi in corsa da funambolo, ma soprattutto quell’assist al bacio per Rocco nostro, che ha entusiasmato il pubblico. Francelino-samba-e-vino sindaco di Roma. Subito. E vedrete che ci daranno pure il Museo…
7 e mezzo a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Ancora lui, irresistibile. Il clone di Nino D’Angelo fa tris con un’altra prestazione da leccarsi i baffi. Dopo Lecce e Bologna, ci vuole sempre lui per scardinare la difesa bianconera e creare il panico fra gli avversari. I suoi cambi di passo e i suoi dribbling che saltano l’uomo, fanno la differenza. Torna così lo slogan che l’ha lanciato da questa rubrica: Pascà, si nu’ babbà!
7+ a Carlos Monzon LEDESMA Primo tempo, minuto 38°, la Lazio langue ed è sotto di una rete. Er Lumaca è alla battuta di un calcio di punizione. Parte lo scaldabagno e Manninger si supera volando verso l’angolo più alto, ma la gente si alza in piedi entusiasta per la sua prodezza balistica. Sì, perché il gol il regista che non ride mai come Buster Keaton, se lo sarebbe meritato. Per la grinta e l’impegno alfieriano col quale si era battuto, specialmente in quella prima frazione di gioco, quando gli juventini, fallosissimi, lanciavano l’assalto al fortino laziale. E’ stato lui infatti a reggere la baracca, a spezzare le trame avversarie e a tajà e cucì come da copione. Il solito insomma, da prendere ad occhi chiusi per stare tranquilli della riuscita. Come Bonolis. Aspettando naturalmente lo scaldabagno vincente.
7 a “bello Mauri! (o Mauro Belli del X Tuscolano) Toh chi si rivede, il belloccio del Distretto di polizia. Recuperato dalle cantine di Formello, ancora fresco di naftalina, lo sciupafemmine che non deve chiedere mai, viene buttato nella mischia e la Lazio volta pagina. Sarà un caso, sarà una certezza, sarà quel che sarà come cantavano i Ricchi e Poveri in quel Sanremo memorabile (secondo posto), fatto è che la squadra volta pagina, trova la quadra e tornano i conti. L’idea sorge spontanea: presentateglielo al ministro Tremonti, hai visto mai…
6 e mezzo a “Bentornato Pichiatello” Jerry Lewis-Muslera Non è tanto le parate (poche) ma è la sicurezza che ha mostrato. Forse incoscienza, ma fa lo stesso. Perché adesso tutti sono più tranquilli e quella strizza che prendeva la difesa in campo ma soprattutto i tifosi, capace di provocare movimenti sussultori e tellurici sugli spalti, è sparita come d’incanto. Il Castoro dal volto umano infatti ora è cambiato. Praticamente è un altro. Da citofono è diventato portiere. E je pagano pure i contributi, mance pe’ Natale e Ferragosto comprese. E de ‘sti tempi, scusate se è poco.
6 e mezzo a San Marino-Andorra-Liechstein Davanti aveva un certo “core ‘n grato” Nedved, mica uno qualunque. Ma il Forrest Gump de noantri ce la mette tutta per arginarlo e ripartire e perché no, provarci (dalla ribattuta del suo tiro il gol di Pandev). E soprattutto correre, correrre, correre. Fino alla vittoria.
6 e mezzo al Duo delle Meraviglie Mariangela e Soraya, confermatissimi. A furor di popolo. E se ballano in certi momenti come Emanuele Filiberto a “Ballando con le stelle”, ossia maldestramente, va bene lo stesso. Perché loro sono la storia là dietro, sono gli ultimi dei mohicani del glorioso avanspettacolo biancoceleste, fatto di cappellate d’autore e prodezze d’artista. Mariangela e Soraya, inseparabili. Come Gianni e Pinotto, Ric e Gian, Ficarra e Picone.
6 a Coca Kolarov Effervescente come la bibita a cui ha dato il nome (no la bibita a lui, avete letto bene) il Sinisa dei poveri, parte bene, meglio del solito insomma, ma mette lo zampino nella deviazione assassina che porta in vantaggio i gobbi. Poi le immancabili bombe da repertorio, una delle quali abbatte un avversario. Un classico.
6- - a Nino “Truciolo” MANFREDINI Nun ce se crede. Stavolta che gli hanno riservato la standing ovation (roba che manco ad Al Bano al Festival), ha zoppicato. Il fan del “casino organizzato” di Mastro Fascetti ormai è diventato un caso da studiare da Piero Angela. Lo fischiano e si scatena, lo applaudono e si perde. E’ un po’ come Vittorio Sgarbi, che dà il meglio di sé quando tutti lo criticano per il suo protagonismo. Dall’orsocopo di Branco, la Luna consiglia: diffidate dagli adulatori e fatevi gli affari vostri. Capito Truciolo?
TaBeLLoNe CoPPa iTaLiA - SeMiFiNaLi
LAZIO - JUVENTUS 2-1 -
SAMPDORIA - INTER 3-0 - SeRiE A - 26^GiOrNaTa - LaZiO-BoLoGnA 2-0
Lazio-Bologna 2-0 - "Zarate boom boom"
8 e mezzo a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) E’ tornato! Come era partito. Alla grande. L’Et torna a volare nello spazio e piazza due gol (entrambi al 36° dei rispettivi tempi!!!) dopo due mesi e mezzo di lunghissima astinenza. Maurito fa boom boom e Sinisa e compagnia bella, se ne tornano a casetta. E la Mitica vince ancora. Dopo la sveglia confezionata al Lecce si passa al botto del Bologna senza soluzione di contunità. Boom boom Zarate e i rossoblu vanno al tappeto. Una foglia morta su punizione (un capolavoro balistico) e un tocco vellutato (pallonetto vero) che hanno mandato in estasi la gente laziale. Bentornato fenomeno, ti vogliamo così.
7 e mezzo a Pasqualino “Settebellezze” FOGGIA Ancora lui. Per continuità ed estro nei 90 minuti della partita, il più in palla. Accelerazioni, guizzi, lanci, una caciara là davanti, che ha mandato al manicomio i rossoblu. Soprattutto quell’onesto lavoratore della pelota che risponde al nome di Manuel Fantoni Belleri. Insomma il clone di Nino D’Angelo è partito in quarta e il risultato si è visto. Pascà, si ‘nu babbà.
7+ a Matusalemme lemme lemme Il brasiliano che ci mancava. I piedi buoni che aspettavamo. L’intelligenza che cercavamo.
7 a Brocco BROCCHI Broccolo a chi? Il torello sfodera la grinta del suo Milan migliore e tira fuori una prestazione che è tutta cuore e polmoni. Broccolo a chi? Lo si vede dappertutto, trottolino giocoso e onnipresente, che lotta come un ossesso. Centrocampista, attaccante, difensore, centravanti di manovra. Broccolo a chi? Brocco Brocchi. E ho detto tutto.
7- a Carlos Monzon LEDESMA Col carioca ha trovato la quadra. Lui di dietro, l’altro davanti, in una sorta di regia in coppia che manda avanti il film laziale. Ciak, si gira, er Lumaca dirige e il Matusa comanda gli effetti speciali. Così il nostro Buster Keaton può dedicarsi meglio all’interdizione e alla ripartenza, da sempre le sue armi preferite. In attesa del prossimo scaldabagno.
6 e tre quarti a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera La sapete l’ultima? Il castoro dal volto umano para. Aò, so’ gia du’ ore, pardon due partite che non prende un gol. E questa è una notizia straordinaria, incredibile, al pari della vittoria a Sanremo giovani di Arisa, una svitata come lui peraltro. Ma tant’è, è Musly tra una uscita alla kamikaze da brividi e una presa plastica alla Garella, ci mette sempre una toppa. Ha proprio ragione il metereologo del Tg 5, il colonnello Giuliacci: il mondo si è rivoltato. Non esistono più le mezze stagioni e i Muslera di una volta.
6 e mezzo a Nino “Truciolo” MANFREDINI Venti minuti da protagonista, alla faccia dei fischi ingenerosi e a prescindere. Ma l’emulo del “casino organizzato” predicato da Mastro Fascetti se ne è fregato, da nero vero, del can can gratuito degli spalti. Consapevole dei suoi mezzi limitati, ha giocato la sua buona partita, inserendosi subito nella manovra. Il raddoppio è partito dai suoi piedi fucilati, altrochè. E alla fine hanno applaudito tutti tutti tutti.
6 e mezzo al Duo delle Meraviglie Affidandosi alla tematica delle “buone cose di pessimo gusto” di Guido Gozzano, il Sor Delio dorme sonni tranquilli. E Mariangela e Soraya, sono proprio così. Datati, ma affidabili, come un mangianastri e uno walkman, una Graziella (bici pieghevole) e un Corsarino (scooter Morini), un maritozzo con la panna e un bicchiere di spuma. Vecchia guardia un po’ fanè che però da sicurezza e non delude mai insomma.
6+ a Rocco ROCCHI Parte dalla panchina. Questa volta senza polemiche. Tanto a che serve. E così il suo movimento in area è fondamentale e il suo assist decisivo. Può bastare?
6- a Coca Kolarov e a Gatto Silvestro C’è gloria anche per loro quando si vince. Ma i ragazzi dimostrano quanto già detto ripetutamente in questa rubrica: troppa polvere devono da magnà pe’ cresce.
5+ a Macedonia PANDEV Rispetto al quasi nulla in terra del Salento, troppo è migliorato. Il fatto è che non riesce più nelle cose a lui più consone. Tipo il dribbling stretto o la fuga verso la rete. Ma a quanto pare tocca un po’a tutti, girare a vuoto prima di riprendere a colpire. La luna consiglia: stringere i denti, passerà.
aLtRi GoL 26^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 26^GiOrNaTA
Inter 59 Juventus 53 Milan 48 Fiorentina 46 Genoa 45 Roma 43 Cagliari 38 Lazio 38 Atalanta 36 Palermo 36 Napoli 35 Udinese 34 Catania 33 Sampdoria 32 Siena 28 Torino 24 Bologna 23 Chievo 23 Lecce 22 Reggina 18 2/23/2009 SeRiE A - 25^GiOrNaTa - LeCcE-LaZiO 0-2
Lecce-Lazio 0-2
7 a Pasqualino Settebellezze FOGGIA E’ il clone di Nino D’Angelo a metterci lo zampino sulla prima rete ai giallorossi di Lecce. Galvanizzato dal secondo posto a San Remo del conterraneo e amico Sal Da Vinci, il fantasista napoletano s’inventa un gol e una partita di quelle che resteranno nel suo curriculum. Finalmente. Finalmente anche per la Lazio che torna a vincere dopo una vita. Dopo tanto buio e tanta iella. E tante partite perse come se gnent’anfusse, come dicono dalle sue parti. Adesso però, è il momento di ripartire, perché di tempo e punti ne abbiamo persi troppi per strada.
6 e tre quarti Matusalemme lemme lemme Il lentone venuto dal Brasile (nomen omen) ha dato un grande contributo alla vittoria della rinascita. Palleggiatore di fino e talentuoso prestigiatore del gioco a terra, ha spostato il baricentro della squadra avanti dando profondità alla manovra. Poi il calo nel secondo tempo. Ma era inevitabile, per uno come lui che c’ha messo cinque mesi per recuperare.
6 e mezzo a Brocco BROCCHI Ancora lui. Il piccolo grande uomo del centrocampo. Testa incassata, andatura caracollante, braccia corte, un torello irresistibile nell’arena dello stadio di Via del Mare. Ha spezzato il gioco altrui e soprattutto è ripartito sulla fascia, duettando a sorpresa con lo svizzero. Una scena inedita. Come Al Bano e Michele Placido al Festival. Solo che a Lecce ha funzionato, all’Ariston no.
6 e mezzo a Coca Kolarov Tra i più criticati nelle ultime partite, per le sue prestazioni prive dei fondamentali del calcio, dopo aver steso l’arbitro domenica scorsa, con una delle sue proverbiali sventole, sino ad ora fini e a se stesse, azzecca il tiro della domenica che segna la resa del Lecce e soprattutto la vittoria per la nostra amata Aquila. Come dire, daje e daje l’ha buttata dentro, ma quanta fatica…
6+ al Duo delle Meraviglie Mariangela e Soraya. La coppia che non delude. Come Bonolis e Laurenti. Rieccoli, protagonisti come ai bei tempi. Irresistibili e immarcescibili, affidabili e inaffondabili, incredibili e inamovibili.
6+ a San Marino-Andorra-Liechstein E’ ripartito. Dopo qualche battuta d’arresto, coincisa col periodo buio della Mitica, il Forrest Gump de noantri biancocelesti ha ripreso la sua corsa. E speriamo che adesso non lo fermi più nessuno.
6+ a Carlos Monzon LEDESMA Ha recuperato in fretta dall’infortunio. E si è visto. Meno tonico del solito, più Lumacone che Lumaca, ha tagliato senza cucire rimediando pure un cartellino giallo per un fallo a centro campo inutile. Col brasiliano comunque, ha trovato la quadra, come Marco Carta con la De Filippi.
6 a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Hanno preso tre pali. Vorrà dire che il vento è cambiato? Mah, presto per affermarlo, certo è che in altre occasioni almeno un paio di quei tiri sarebbero entrati in porta. Ma il Castoro dal volto umano ha detto no col suo lato B. Come le conigliette di Playboy, a quell’allupato di Benigni, dietro le quinte.
6 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Un quarto d’ora, forse venti minuti di grande calcio, da fenomeno insomma, da Et. Con quella traversa che ha preso, che ha entusiasmato tutti, come una volta. Il guaio però, è che si è spento troppo presto.
6- a Macedonia PANDEV Prima si è involato, poi si è involuto. Poi involtino tout court.
NG a Marcantonio STENDARDO In realtà bisognerebbe dargli 7 e mezzo per la grossa mano (deviazione decisiva sul primo gol, per farfalle sul secondo) che ci ha dato; il lavoro ai fianchi con l’intervista di Guidone in settimana evidentemente ha sortito i suoi effetti. Per ringraziarlo un sistema c’è: chiediamogli l'amicizia su Facebook. E ho detto tutto.
aLtRi GoL 25^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 25^GiOrNaTa
2/22/2009 SeRiE A - 24^GiOrNaTa - LaZiO-ToRiNo 1-1
Lazio-Torino 1-1 - "Fischi per fiaschi"
6 e mezzo al Barbiere di Siviglia Al terzo tentativo personale, fa gol, ma scoppia il finimondo. Dice, il gesto!, si vabbé ma se un veterano come lui sbrocca, vorrà dire pure qualcosa. Tipo che questa Lazio è come un condominio senza amministratore, un’insalata senza l’olio, un gregge (ecco, forse questo è più appropriato), senza pastore. Una squadra senza capo né coda, una squadra senza identità. Come chi la guida senza darle la carica giusta per reagire a quattro sconfitte consecutive. Grazie allora al centrale dallo sguardo triste come Soraya, che pur salvando la baracca dal baratro, scatena gli animi nonostante il freddo polare e soprattutto fischi a go-gò. Ma sono dovuti tutti, perché sono fischi per fiaschi. Che tristezza.
6+ a Mariangela Fantozzi CRIBARI Tornato in coppia col compagno di merende storico, si è prodotto in una prestazione senza sbavature. I granata non fanno paura, sono poca cosa, ma per questa Aquila che non vola più da quando è iniziato il girone di ritorno, anche un gatto randagio può metterle paura, figuriamoci un Toro. Ma il carioca c’è, nonostante sia stato considerato na’ mezza sega e per questo messo sul mercato dal Sor Delio. Pensate che rivincita…
6 a Brocco BROCCHI Nel caos generale che accompagna la manovra biancoceleste, il piccolo grande uomo si è rimboccato le maniche mettendo in evidenza non solo le sue braccette corte alla Gabriele Pin, ma anche il rodimento des pelotas che lo assale da quando è arrivato. Come dire, ma ‘ndo so’ capitato? Certo, lui non è che sia ‘sta cima, ‘sto Pelè bianco insomma, e vorrà pure dire qualcosa se il Milan l’ha scaricato senza ritegno. Ma è anche vero che nella sua “ristrettezza economica” dà tutto: come i precari nei call center.
6 a Pasqualino Setebellezze FOGGIA L’unico che all’occorrenza salta l’uomo. Ma il suo darsi da fare è una timidissima luce nel buio assoluto, da pila elettrica made in China da 1 euro accesa in un tunnel per intenderci. Il suo dinamismo infatti, non produce nulla sui colleghi di sventura.
6- a Matusalemme lemme lemme Qualcuno esagerando ha detto che è stato il migliore. Più realisticamente è stato. Un buon palleggiatore. Attualmente, dopo un infortunio con recupero biblico sulla scia del suo “nomen omen”, si sta riaffacciando sul campo con tanta buona volontà. Ma molto lentamente. Lemme lemme, appunto.
5 e mezzo a San Marino-Andorra-Liechstein Il Forrest Gump de noantri, è il testimonial di questo momento no della Lazio. Partito in quarta, si è ritrovato al giro di boa non solo col freno a mano tirato, ma pure cogli airbag esplosi. Come Lazio.
5+ a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis MUSLERA Sfortunato. Gli fanno un tiro, che si potrebbe chiamare della domenica se non si giocasse di sabato, e segnano. Imparabile? Beh, quell’abbacchio jelo ha messo proprio là dove il castoro dal volto umano non poteva arrivare e il gol così ci sta tutto. Lui un po’ meno.
5- agli Ex Avesse aspettato un po’ Fausto Brizi, e avrebbe potuto scritturare pure loro, Rocchi e Pandev, nel suo applauditissimo film “Ex”. Tra i tanti personaggi chiamati dal regista dei “Notte prima degli esami” infatti, per interpretare sullo schermo una serie di “ex” nella vita di tutti i giorni, un posto di rilievo ci sarebbe stato bene anche per loro due, gli Ex gemelli del gol.
4 e mezzo a bello Mauri! (eccetera) Né carne né pesce. Né cotto né crudo. Né prima né dopo. Né rombo né rambo. Né.
4 a Tibidabo DABO E’ bastato un tempo, per rendersi conto che il geometra d’oltralpe come vice Lumaca, non funziona. Sì, anni fa, ci ha provato, ma oggi come oggi una sostituzione del genere è improponibile. Lui al fraseggio col pallone, predilige le bastonate agli avversari. Ma non è un bello spettacolo. E’ na’ Cambogia.
3 a Coca Kolarov Ma se non c’azzecca a tirà le punizioni (unico motivo per cui è schierato in formazione), la domanda sorge spontanea, come diceva Lubrano: ce serve o non ce serve? Chiedetelo all’arbitro…
aLtRi GoL 24^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A 24^GiOrNaTa
Inter 56 Juventus 47 Milan 45 Fiorentina 42 Genoa 41 Roma 40 Cagliari 37 Atalanta 36 Palermo 36 Napoli 35 Lazio 32 Udinese 31 Siena 27 Catania 27 Sampdoria 26 Bologna 23 Lecce 22 Torino 20 Chievo 20 Reggina 17 2/17/2009 SeRiE A 23^GiOrNaTa - FiOrEnTiNa-LaZiO 1-0
Fiorentina-Lazio 1-0 - "AL DiViNo AmOrE"
7- a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Nei momenti topici del primo e secondo tempo, c’ha messo na pezza, sempre. Anche in occasione della rapina a piede armato del 90° quando altri avrebbero dovuto impedire il furto. E questo la ridice lunga (vedi Lazio-Milan) sullo stato attuale in cui versa la Mitica, dove le punte sono spuntate e il dominio del campo e del gioco non serve a ‘na ceppa, perché è la fortuna che fa la differenza. Il castoro dal volto umano che para, non serve a niente se hai gli spiriti maligni contro, come avrebbe detto Toro Seduto alla sua tribù nei momenti di sfiga conclamata. E la partita contro i viola è uno di questi. Giochi bene e vincono loro. Purgati alla prima e unica disattenzione, dopo aver preso 2 pali e fallito quattro occasioni. A questo punto c’è rimasto solo il Divino amore. Dal Lazio Style di Parco Leonardo, al pellegrinaggio al Santuario più famoso della città per chiedere la grazia e farsi benedire. Il passo non è breve, ma tant’è. Hai visto mai.
6 e tre quarti a Carlos Monzon LEDESMA Si è piazzato davanti la difesa come un centromediano de ‘na volta, e ha tagliato e cucito come da par sua per bilanciare la superiorità numerica degli avversari. Praticamente, il regista che non ride mai come Buster Keaton, s’è sdoppiato (Lumaca e Lumacone), scatenandosi in interdizione e costruzione. E finchè j’ha retto la pompa, ha dato il massimo.
6 e tre quarti a Brocco BROCCHI Il piccolo grande uomo non ci sta. Si è ribellato alle critiche che gli sono piovute da tutte le parti per la sua ostentata mediocrità, e si è gettato nella mischia con ardore, tappando le falle aperte dall’espulsione di De Silvestri. Da applausi il suo recupero nel secondo tempo su un Mutu lanciatissimo.
6 e mezzo a Matusalemme lemme lemme Seconda partita consecutiva. E questa è già una notizia. Dai calcioni assestati senza ritegno ai rossoneri dell’altra domenica, è passato ai calcioni assestati al pallone. E questa è pure un’altra notizia, ma positiva. Se non perde il ritmo, potrà finalmente riempire di fatti concreti le notizie di cui è portatore sano. Alla prossima. Notizia, s’intende.
6+ al Duo dell’Emergenza Sor Pampurio e Mariangela tornano in coppia. Del reparto arretrato, sono i chiacchierati per eccellenza. Il primo (con barba tagliata visto che come bohemien non funziona) per gli imbarazzi che suscita, il secondo per le amnesie che lo avviliscono. Ma con i viola, i “nostri eroi” si sono riscattati e hanno tenuto botta. Fino all’ 89° però. Perché poi si sono addormentati all’improvviso e il gioco si è fatto. Per loro.
6+ a Macedonia PANDEV Probabilmente nello stipendio moralizzato che Lotito gli passa, non è compresa la voce vitto. Il gol che si è pappato con ingordigia al secondo minuto e che poteva galvanizzare la squadra, è una scena che non si è vista infatti neanche fra gli affamati naufraghi dell‘Isola dei famosi. Uno scandalo. Poi, riempito lo stomaco, si è scatenato in contropiedoni d’assalto. Ma l’abbuffata degli inizi, oramai gli aveva annebbiato la vista.
6 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Se avesse buttato la palla dentro, sarebbe tornato a Roma da eroe. Anzi da Et. Ma come ormai hanno constatato tutti i tifosi, il fenomeno extraterrestre è sceso sulla terra e non riesce più a concretizzare il grande lavoro che fa né, cosa ancora più grave, a gonfiare la rete (è all’asciutto dalla trasferta di Udine, 14 dicembre scorso). E’ un po’ come il marziano “sbarcato” a Roma del libro del grande Ennio Flaiano, che passata la novità, si ritrovava terrestre pure lui fra i terrestri nell’anonimato generale. E’ passato insomma dallo spettacolo planetario degli “Incontri ravvicinati del terzo tipo” di Spielberg, alle miserie umane dell’ ”Ultimo bacio” di Muccino. Che tristezza.
6 a Pasqualino Settebellezze FOGGIA Con una Fiorentina così inesistente, poteva e doveva fare la differenza. Ma il clone di Nino D’Angelo non è andato oltre un paio di spunti iniziali calando man mano che il tempo passava. Fino a fornire un clamoroso assist al rumeno viola, con un retropassaggio da brividi.
5 e mezzo a Coca Kolarov Eppoi dicono che er Sor Delio non è un decisionista. Le punizioni le dovrà battere il serbo. Solo lui. Detto e fatto. E anche visto.
4- - a Gatto Silvestro de Silvestri Ma quando comincerà a crescere?
aLtRi GoL 23^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A 23^GiOrNaTa
Inter 53 Juventus 46 Milan 45 Fiorentina 41 Genoa 40 Roma 40 Palermo 35 Napoli 34 Cagliari 34
Atalanta 33 Lazio 31Udinese 30 Siena 26 Catania 26 Sampdoria 25 Bologna 22 Lecce 22 Torino 19 Chievo 19 Reggina 16 SeRiE A 22^GiOrNaTa - LaZiO-MiLaN 0-3
Lazio-Milan 0-3 - "Tre tre giù giù"
6 e mezzo a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Il paradosso della terza sconfitta in otto giorni (con tanto di dieci reti sul groppone), è che il castoro dal volto umano con i suoi interventi provvidenziali (specialmente nel primo tempo) è stato fra i migliori. E questo la dice lunga sullo stato attuale di profonda crisi in cui versa la compagnia di giro messa su dal Sor Delio. Una squadra allo sbando, che alla prima difficoltà si scioglie come neve al sole, e che dopo un girone d’andata denso di esperimenti tattici, sembra ormai prediligere anziché il collaudato 4-3-2-1 (albero di natale) il più pittoresco e nostalgico “tre-tre-giù-giù”, gioco di strada de noantri col quale ci si divertiva prima dell’avvento di playstation e tecnologie varie. La Lazio infatti perde senza battere ciglio (tre picchi a volta) e scende sempre più giù. Si salvi chi può.
6 + alla Legge del Meghni Si sposta, si smarca, affonda, il tutto con molta classe, alla francese, crea insomma molto movimento come ritrovato trequartista. Il problema è che la cifra stilistica del Zizou dei poveracci, è puramente estetica, e il suo rimirarsi davanti allo specchio della porta avversaria (e non solo metaforicamente), alla fine non premia perché non produce nulla di concreto. Certo, riesce a tirare avanti per 80 minuti, ma il suo narcisismo alla Dorian Gray risulta al tirar delle somme comunque stucchevole. Come Vittorio Sgarbi.
6 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Il solito. Dribblomane e non solo. Con assist e serpentine che entusiasmano. Ma il solito anche quando si è pappato un gol che in altri momenti avrebbe messo a segno senza tentennamenti. L’Et venuto dalla pampa insomma, è sceso sulla terra. Ed è buio fondo.
6- a Carlos Monzon LEDESMA Ha giocato davanti alla difesa. Una sorta di centromediano d’antan. Pronto a menare e interdire, ma niente più. Seedorf l’ha tampinato come un maniaco sul 64, impedendogli di cucire il gioco come da copione annunciato. E la manovra ne ha risentito.
5 e mezzo a Matusalemme lemme lemme Tenendo fede al suo nome, nomen omen, è ritornato abile e arruolabile un girone dopo. L’ultima partita in cui si era visto in campo(che poi era la seconda del suo speciale campionato…), era stata a Milano coi rossoneri e coi rossoneri si è rifatto vedere. Che dire? Mah, più che centrocampista di qualità o doppione colto der Lumaca, lo si è visto picchiatore scelto (chiedetelo a Kàkà) e meno fantasista al servizio del gruppo. Il seguito, come sempre, alla prossima puntata.
5 + a Gatto Silvestro Generoso, atletico, propositivo, ma quando si tratta di difendere se l’è fatta sotto come gli altri.
5 a Macedonia PANDEV Non c’è due senza tre per il Folletto dell’Est. Dopo gli scempi con Cagliari e Samp, toppa anche col Milan. Attenzione, è andato molto meglio delle altre due partite nelle quali come si ricorderà non ha strusciato una palla, ma è incontestabile che non riesce più a buttarla dentro. Sintomatico quel momento in cui dopo aver dribblato con le sue finte tre avversari, si è dribblato da solo ed ha perso la palla. Una scena grottesca, felliniana.
5- a Brocco BROCCHI Torello come sempre. Ma si è capito pure perché se lo sono levato da mezzo.
4 e mezzo al Barbiere di Siviglia Il centrale dallo sguardo triste come Soraya è in confusione. L’errore su Ambrosini fa il paio con quello su Del Vecchio del mercoledì precedente. Ammonito salterà Firenze. Ma a questo punto non si sa neanche se sarà un bene o un male.
4 ad Anticoli Corradu Bechkam gli ha fatto vedè i sorci verdi. Poi quelli rossi. Poi pure quelli neri. Al rientro negli spogliatoi, ha chiesto a Lotito di poter frequentare un corso rapido alla Zucchet per la derattizzazione. Tempo perso, ormai i topi sono scappati dalla nave. Sta affondando.
3 a se son Rosenal Un’altra prova imbarazzante der Sor Pampurio. Il tempo passa ma non riesce a legittimare le sue “presunte” (la presunzione è ormai d’obbligo) 40 presenze nella nazionale ceca. Tutto sembra comunque meno che un difensore. Anzi, mo’ che s’è fatto crescere barba e capelli, un po’ finto impegnato Jovanotti e un po’ navigatore solitario Antoine, sembra più un artista “maudit”. Diamogli allora una seggiolina e una tavolozza dei colori e mandiamolo a piazza Navona. E non se ne parli più.
aLtRi GoL 22^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A - 22^GiOrNaTa
Inter 50 Milan 44 Juventus 43 Genoa 40 Fiorentina 38 Roma 37 Cagliari 34 Napoli 34 Palermo 32 Lazio 31 Atalanta 30 Udinese 27 Catania 26 Siena 25 Sampdoria 24 Bologna 22 Lecce 22 Torino 18 Chievo 18 Reggina 15 1/30/2009 SeRiE A 21^GiOrNaTa - SaMpDoRiA-LaZiO 3-1
Si SaLvi ChI Può || Sampdoria-Lazio 3-1
6 e mezzo a Carlos Monzon LEDESMA Cambiano le pedine, cambiano gli schemi, ma la Lazio affonda ugualmente. La rivoluzione tecnico tattica messa su dal Sor Delio, mischia le carte, ma non produce gli effetti sperati. Tra staffette inopportune, bocciature clamorose e ripescaggi dall’oblio, uno dei pochi a salvarsi è er Lumaca, il primo a rimboccarsi le maniche e l’ultimo ad arrendersi. Per il resto è una “Gran baraonda”. Sì, proprio come il celebre spettacolo di Garinei e Giovannini, con la Wandissima, Albertone, i Cetra, Gianni Agus e le 24-gambe-24 delle mitiche Bluebell, in cui uno scienziato inventava una scintilla capace di capovolgere idee, posizioni e ruoli nel mondo, determinando un caos indescrivibile. Una baraonda appunto, come la Mitica di Genova, dove la confusione è stata totale ma i protagonisti, per nostra sfortuna, non erano stelle di prima grandezza come Sordi e la Wandissima.
6 e mezzo a Rocco ROCCHI Rilanciato come titolare (e tutti a dire, allora vedi comanda lui, il senatore), Tommy si ricorda di essere Ghepardo e dà il fritto. Ma è sfortunato (come tutta la compagnia del resto), perché dopo il bel gol e la prova finalmente gagliarda, si fa male e se ne resta malinconicamente nello spogliatoio. Nun ce se crede.
6 e mezzo a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Preferito all’inespressivo e gambettomane Fenomeno dei Due mondi, il castoro dal volto umano che almeno di suo già smuove i sentimenti e suscita tenerezza, ha compiuto due “numeri” che l’omologo argentino in 20 partite non si è mai sognato (manco quanno dorme, sic) di fare: un’uscita provvidenziale su Brufolo Bill e soprattutto una parata stratosferica su calcio di rigore. Bravo quindi, ma in ogni caso jellato pure lui, perché de riffe o de raffe ne ha presi tre.
6 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Quarantacinque minuti tutti rabbia e dribbling. Ma non bastano.
5 e mezzo a Macedonia PANDEV Trequartista, seconda punta, mezza punta, punta. Chi più ne ha più ne metta. Alla fine dei giochi, il risultato è che ha rimediato un’ammonizione. Della serie, nun ce se crede.
5 a Tibidabo DABO Combatte ogni oltre limite, suda in quantità industriale e soprattutto mena come muratore senza stipendio da due mesi. Nel momento topico del match però, quando Stankevicius salta verso il cielo, resta ancorato al terreno come un busto del Pincio. Ma dai….
5- a bello Mauri! (eccetera) Si torna al rombo, per farlo contento e probabilmente, per uscire fuori dal guado. Ma il belloccio stenta di nuovo, e dimostra di preferire un altro “modulo”, il baccalà.
5- al Duo delle Meraviglie Mariangela e Soraya tornano in coppia, ma la difesa balla lo stesso. Uno (Del Vecchio) scappa da da na parte, un altro (Cassano) scappa da n’altra, tutti prima o poi si fiondano nell’area piccola. E’ una baraonda, alla quale i nostri eroi reagiscono come le statuine del presepe: immobili.
5- - a San Marino-Andorra-Liechstein Mettiamola così: ce po’ sta che su ventuno partite ne toppa una? Ce po’ sta.
4 e mezzo ad Anticoli Corradu I casi sono due, o l’ha modificato geneticamente il mister nel laboratorio di Formello o si è modificato da solo. Altro che Artipoli co’ Radu dei bei tempi. Stiamo parlando di un’altra persona.
3+ alla Legge del Meghni Questa volta ha superato ogni record, è durato solo una manciata di minuti. Dieci? Undici? Dodici? Mah, a che serve contarli, o ripassare nella mente quei pochissimi momenti in cui si è notato in mezzo il campo. Basta ricordare che il Bologna se ne è liberato e i minuti di autonomia che possiede non sono più un discorso sensato.
aLtRi GoL 21^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A 21^GiOrNaTa
| Pos.
| Squadra
| P.ti
| G
| V
| N
| S
| Gf
| Gs
| +/-
|
| 1
| Inter
| 49
| 21
| 15
| 4
| 2
| 36
| 15
| 21
|
| 2
| Juventus
| 43
| 21
| 13
| 4
| 4
| 34
| 16
| 18
|
| 3
| Milan
| 41
| 21
| 12
| 5
| 4
| 36
| 22
| 14
|
| 4
| Genoa
| 37
| 21
| 10
| 7
| 4
| 31
| 19
| 12
|
| 5
| Roma
| 36
| 21
| 11
| 3
| 7
| 31
| 26
| 5
|
| 6
| Fiorentina
| 35
| 21
| 11
| 2
| 8
| 28
| 19
| 9
|
| 7
| Napoli
| 33
| 21
| 10
| 3
| 8
| 28
| 23
| 5
|
| 8
| Palermo
| 32
| 21
| 10
| 2
| 9
| 30
| 27
| 3
|
| 9
| Cagliari
| 31
| 21
| 9
| 4
| 8
| 27
| 23
| 4
|
| 10
| Lazio
| 31
| 21
| 9
| 4
| 8
| 32
| 32
| 0
|
| 11
| Atalanta
| 27
| 21
| 8
| 3
| 10
| 26
| 25
| 1
|
| 12
| Udinese
| 26
| 21
| 7
| 5
| 9
| 30
| 33
| -3
|
| 13
| Catania
| 26
| 21
| 7
| 5
| 9
| 20
| 26
| -6
|
| 14
| Siena
| 25
| 21
| 7
| 4
| 10
| 15
| 20
| -5
|
| 15
| Sampdoria
| 23
| 21
| 6
| 5
| 10
| 19
| 25
| -6
|
| 16
| Bologna
| 22
| 21
| 5
| 7
| 9
| 24
| 33
| -9
|
| 17
| Lecce
| 19
| 21
| 3
| 10
| 8
| 20
| 31
| -11
|
| 18
| Torino
| 17
| 21
| 4
| 5
| 12
| 21
| 36
| -15
|
| 19
| Chievo
| 17
| 21
| 4
| 5
| 12
| 14
| 30
| -16
|
| 20
| Reggina
| 14
| 21
| 3
| 5
| 13
| 17
| 38
| -21 | SeRiE A 20^GiOrNaTa - LaZiO-CagLiAri 1-4
"HaRaKiRi" - Lazio-Cagliari 1-4
5 a San Marino-Andorra-Liechstein Uno pensa, siamo passati di slancio in Coppa e mo’ coi sardi famo er bis. Se, adavede, diceva mio nonno, romano de Roma di sette generazioni e perciò laziale doc. E’ stato un naufragio, un cappotto vero, e con quei due rigori sbagliati (non si ricorda a memoria d’uomo, un simile scempio in casa), uno dei più incredibili harakiri della storia biancoceleste. Dal possibile salto di qualità all’impossibile ma vero salto nel buio. E non si è salvato nessuno. Altro che undici leoni, undici pecoroni. Onore allora al Forrest Gump de noantri, che almeno ha avuto il coraggio alla fine della partita, di chiedere scusa alla imbufalita gente laziale. E non è poco.
4 e mezzo a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca ha fatto er botto. Kappao nei primi venti minuti, quelli risultati determinanti ai fini dell’andamento del match, è uscito alla distanza come la Lazio della buona anima di Lorenzo. Ma con calma, s’intende, molta calma. Quella che giustamente i tifosi hanno dimostrato di non possedere più. E te credo.
4 e mezzo a Brocco BROCCHI Come contro il Toro in Coppa, ma in negativo. Tanta fatica, tanto torello, ma tanto poco costrutto. Impotente davanti alle furie nemiche, sembrava uno dei sette nani, l’ottavo, dopo Eolo, Pisolo, Cucciolo, Broccoxx, indovinate un po’?….
4 a Rocco ROCCHI Ghepardo per tre minuti, quelli necessari per buttarla dentro nell’unica occasione presentatasi. Poi, niente altro. Con la beffa del rigore sbagliato, come già nella stagione passata.
4 a Macedonia PANDEV Un’altra prestazione da dimenticare. Mai in partita, ma proprio mai, perché quando ha avuto fra i piedi dopo una mega serpentina, la palla buona, non ha fatto di meglio che tirarla addosso al superman rossoblu Marchetti.
4 – a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) E che io so meno de Rocchi? Si è chiesto il monello della pampa, e così alla prima occasione capitatagli, il rigore, sì è fatto ipnotizzare dal portiere. Ipnotizzato lui, Mandrake, una cosa incredibile, ma prevedibile, perché Maurito contro il Cagliari più che Mandrake, è sembrato Andrade, leggasi, na’ sega internazionale.
4- - a bello Mauri! (eccetera eccetera) L’assist all’inizio per Tommy, e poi si è messo a sedere. Dice, ma ha procurato il penalty. Veramente il penalty l’ha procurato l’arbitro, con generosità, lui il belloccio ha procurato solo guai.
3 e mezzo al Duo del cappotto Un disastro. Col Sor Pampurio a vuoto in occasione del primo gol e il Leone della foresta di Formello in confusione sulla linea della porta in occasione del secondo. Mentre Jeda e compagni ballavano il samba, loro maldestramente goffi hanno ballato la mazurca. E anche male. Al loro confronto, Andrea Roncato a “Ballando con le stelle”, sembra Nurejev…
3 a Coca Kolarov Quando a un certo punto è inciampato sul pallone rotolando a terra, molti si sono alzati e se ne sono andati via. Sconsolati.
2 ad Al Bano CARRIZO La sua performance è stata una disfatta nella disfatta. Ha avuto pure l’incoscienza di fare azzardati numeri di prestigio con i piedi, quando i nervi della gente erano no a fior di pelle. De più. E così si è dato la zappa sui piedi. Povero Fenomeno dei Due mondi ma poveri anche noi che ce l’abbiamo in porta. Non ha ancora capito che alla gambeta (indigesta), preferiamo il gambuccio. Molto più commestibile.
aLtRi GoL 20^GiOrNaTa
ClAsSiFiCa SeRiE A 20 GiOrNaTa
46 Inter
43 Juventus
40 Milan
36 Genoa
33 Roma
33 Napoli
32 Palermo
32 Fiorentina
31 Lazio
28 Cagliari
27 Atalanta
26 Catania
25 Siena
23 Udinese
20 Sampdoria
19 Bologna
18 Lecce
16 Chievo
16 Torino
13 Reggina 1/23/2009 CoPpA iTaLiA - QuArTi Di FiNaLe - LaZiO-ToRiNo 3-1
E AnDiAmO!
Lazio-Torino 3-1
8 e mezzo a Macedonia PANDEV E’ entrato lui e la partita ha cambiato volto. Dal buio assoluto a “lucean le stelle” di pucciniana memoria (Tosca). Tenuto in panchina nella speranza che la Lazio 2, fosse sufficiente a sfondare i Novellino boys, il Folletto dell’Est è stato gettato nella mischia quando tutto sembrava perso e i fischi stavano seppellendo la Mitica. Sono bastati tre minuti e zac, un suo sinistro mortifero ha fulminato il vituperato Calderoni e la squadra è ripartita. Alla grande. E andiamo allora. In semifinale. Della serie, il sogno continua.
7 e mezzo a bello Mauri! (o Mauro Belli del X Tuscolano) Era finito nello sgabuzzino di Formello. Se ne erano perse le tracce. Anzi, in molti lo davano per partente…Mah, certo che le sue “prestazioni” (un eufemismo definirle tali), non lo avevano sicuramente aiutato. Poi, quando meno te l’aspetti, nella serata che poteva dare una svolta alla stagione, si è preso sulle spalle la squadra come una volta e l’Aquila è volata. Sempre più in alto. A cominciare da quell’ assist perfetto per Goran, per proseguire con un eurogol da leccarsi i baffi che ha fatto alzare in piedi la gente laziale per gli applausi. Bravo. Finalmente.
7+ a Rocco ROCCHI E’ tornato il Ghepardo. Dopo le prove tecniche di trasmissione, in cui l’abbiamo visto correre di qua e di là, Tommy ha concretizzato il suo dispendio di energie, con tanta tecnica e tattica. E con il terzo sigillo che ha dato sicurezza nel trambusto finale. Capitanissimo.
6 e mezzo a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Il primo tempo ha dormito. Come tutti peraltro. Una pennica pesante e post prandiale, come da tempo non si faceva. Poi s’è svejato come il Marchese del Grillo, e so’ cominciati gli scherzi. Le corse, le finte, i dribbling. In attesa di rivederlo segnare.
6+ a Coca Kolarov e Gatto Silvestro I babies biancocelesti sono i perfetti testimonial di questa partita che è valsa comunque il passaggio in Coppa. Sonnambuli nel primo tempo, assatanati nel secondo. Il voto è la media.
6 a Carlos Monzon LEDESMA Ha faticato più di tutti. Nel primo come nel secondo tempo. Al contrario di altri compagni che sono resuscitati nella seconda frazione, er Lumaca non ha avuto particolari picchi né prima né dopo il cambio di marcia. Tanto taglia e cuci in mezzo al campo, ma anche stanchezza per un impegno costante e senza soluzione di continuità dal lontano agosto dell’anno scorso. E scusate se è poco.
6- al Duo delle Meraviglie Mariangela e Soraya, eccoli di nuovo. Come dire Gianni e Pinotto, Ale e Franz, Ficarra e Picone. Di nuovo insieme dopo tante peripezie, pronti a sciorinare il loro repertorio di cappellate e recuperi, amnesie e prodezze, risate e applausi. Da avanspettacolo biancoceleste dei bei tempi insomma.
6- - a Brocco BROCCHI Ha corso come un dannato per tamponare un centrocampo in affanno. Su e giù, a destra e a sinistra, poi ancora su e poi ancora giù. Col capoccione incassato fra le spalle, il fisico da torello e le braccia corte come Gabriele Pin a un certo punto c’ha fatto pure tanta tenerezza. Il piccolo grande uomo.
5 e mezzo a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Il buonismo imperante nell’arciconfraternita dei fratelli laziali, che l’ha adottato e sostenuto dai tempi della famigerata notte buia e tempestosa targata Milan, anche dopo questa partita spenderà parole di esaltazione nel talento in fieri e “che sta crescendo”, all’insegna del francescano “Pace e bene”. I brividi però che sono corsi lungo la schiena degli sgomenti diecimila presenti sugli spalti dell’Olimpico nel corso dei primi 45 minuti però, sono l’appropriata cornice di una malinconica ed ineluttabile considerazione: noi, i portieri, non sappiamo da che parte stanno. Sicuramente non in porta.
5 a Pasqualino Settebellezze FOGGIA Confusionario, caciarone, in conflitto con sé stesso, ha fatto “ammuina” come dicono dalle sue parti. Nino D’Angelo insomma, tout court. SeRiE A 19^GiOrNaTa - LaZiO-JuVeNtUs 1-1
VoRReI Ma NoN PoSSo...
LaZiO-JuVe 1-1
Carrizo 5,5; Non sembra dare quella sicurezza di cui una difesa ha bisogno. Sbaglia qualche uscita ma nel totale se la cava abbastanza bene.
Lichtsteiner 7; Si conferma in ottima condizione. Lo svizzero spinge bene sulla destra e quando c'è da difendere si fa trovare sempre in posizione.
Diakitè 7; Una partita generosa. Primo tempo da incorniciare mentre nella ripresa si vede meno a causa del ritmo alto tenuto dalla Juve. Roccioso.
Rozehnal 6.5; E' sempre concentrato e sbaglia veramente poco. Con Diakitè forma una coppia centrale di tutto rispetto.
Radu 6.5; Non era facile fermare l'attacco della Juve ma il difensore romeno non ha sentito la pressione e si è fatto trovare sempre nel posto giusto all'occorenza.
Dabo 6; Prova incoraggiante per il senegalese che tiene bene la posizione e protegge a dovere la difesa dando una grossa sicurezza ai compagni. dal 70' De Silvestri s.v.
Ledesma 6; Dovrebbe essere lui il metronomo della Lazio ma qualcosa in questa gara non ha funzionato.
Meghni 5; Giocatore dotato di grande tecnica ma difficilmente riesce ad essere pratico ed efficace. Ancora troppo fumoso. dal 63' Brocchi 6; Viene messo in campo per dare fiato ai suoi compagni e lui rispetta le consegne.
Pandev 5; Ha iniziato bene ma con il passare dei minuti è scomparso. Sicuramente non una delle sue migliori partite.
Zarate 6.5; Una vera spina nel fianco della difesa bianconera. Quando la palla arriva dalle sue parti succede sempre qualcosa. Il primo gol nasce da una punizione guadagnata proprio dall'argentino. Dal 76' Foggia s.v.
Rocchi 5,5; Prova spesso a dialogare con i compagni ma non trova molta assitenza, rimandato.
aLtRi GoL 19^GiOrNaTa
classifica serie A 19^ giornata
1/14/2009 SeRiE A - 18^GiOrNaTa - ReGgInA-LaZiO 2-3
COMMENTO DE ANGELIS
COMMENTO SKY
CHI BEN COMINCIA...
Reggina-Lazio 2-3
9 a Macedonia PANDEV Questa volta il panettone è rimasto sullo stomaco agli altri. La Lazio infatti, “nonostante” la maxi sosta natalizia da sempre nefasta per le sue sorti, vince a Reggio con merito anche se con le solite apprensioni. Chi ben comincia è a metà dell’opera, dice il proverbio. E iniziare l’anno nuovo con una sonante vittoria è senz’altro un buon auspicio. Soprattutto per il Folletto dell’Est, autore di una tripletta magica e storica. Da applausi. Tre perle da incastonare che lo rilanciano come uno dei pezzi pregiati di questa formazione e che regalano la prima vittoria del 2009 alla prima squadra della Capitale. Un trionfo insomma. E andiamo.
8 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Lo ritroviamo come l’avevamo lasciato, dribblomane anzichenò, capace con i suoi guizzi e le sue finte di mettere in ginocchio un’intera difesa, per mettere in condizione i suoi compagni di buttarla dentro. Nella fattispecie Goran, che ha ricevuto due assist al bacio dal monello della Pampa, per portare a termine il suo personale exploit. Bravo Maurito, ti vogliamo così, fuoriclasse col vizio del gol ma anche egoista-altruista come un ossimoro di scuola democristiana del tempo che fu (le convergenze parallele...). Ossimoro dal volto umano.
7- alla Legge del Meghni Troppo bello per essere vero. Il presunto erede del grande Zidane infatti, più di un tempo non tiene. Non je regge la pompa, come si dice dalle nostre parti. Eppure quel tacco alla Mancio al 12° del primo tempo, quei lanci sapienti e smarcanti, quel narcisismo ubriacante più alla Vittorio Sgarbi che alla Dorian Gray, per un attimo, fanno sognare. Ma è un sogno incompiuto. Come lui.
6 e mezzo a Carlos Monzon LEDESMA Un lavoro oscuro. Sporco. Che non appare. Molti infatti hanno scambiato la sua regia bassa in mezzo al campo, tipo quella di Mariano Laurenti in tanti acclamati B movies (La Soldatessa, Pierino contro tutti ecc.), come una prestazione in ombra. Certo, non è stato “il” protagonista del match, ma uno di quelli che l’ha propiziata. E scusate se è poco.
6+ ad Anticoli Corradu e Gatto Silvestro I ragazzi corrono sulle fasce. Si propongono. Portano avanti la palla. Poi, quando scattano le ripartenze amaranto, vanno in tilt come il resto del reparto arretrato. Non riescono a fare il salto di qualità per trasformare un’onesta performance in una prova ottima e abbandonate, come il rancio di Albertone ne la Grande Guerra. In ogni caso, è bene sottolinearlo, hanno cominciato bene il nuovo anno. Niente a che fare insomma con le maldestre prove di inizio campionato.
6 a Tibidabo Dabo Ha menato come da copione. Tutto il calcio stinco per stinco. Della serie, “Te lo faccio vedere chi sono io”, canta Piero Ciampi, trasmette Gianni Elsner, bastona L’Obama de noantri.
5 e mezzo al Duo dell’improvvisazione Il Sor Pampurio non ha mai convinto, ammettiamolo, vederlo franare quindi al primo assalto reggino non è stato un problema. Vedere però sbandare il Leone della foresta di Formello, ha fatto sussultare molti aficionados dell’Aquila e dell’ultimo arrivato. E li ha fatti anche riflettere. E la considerazione per tutti è stata la stessa: ne deve magnà ancora de polvere…
5 ad Al Bano CARRIZO Per lui non è cambiato niente. Siamo alla prima partita del 2009 ma è come se si giocasse nel 2008. Quello che faceva ieri, lo fa oggi. Senza soluzione di continuità. Né uno sforzo per migliorare, né uno sforzo per peggiorare. E questo comportamento, in un mondo come l’attuale dove i voltagabbana fioccano come la neve al Terminillo, è certamente da lodare e applaudire. Il Fenomeno dei Due mondi infatti è coerente con sé stesso fino in fondo. Con le sue proverbiali performance insignificanti, le sue immancabili reti che incassa regolarmente, le sue imperdibili uscite a vuoto che inanella senza battere ciglio, come solo un grande è capace. Da Fenomeno dei Due mondi, appunto.
5- a Rocco ROCCHI Dell’allegra brigata tornata vittoriosa da quel di Reggio, è l’unico che ha palesemente steccato. Tardo nei riflessi, lento nella manovra, mai in palla, è apparso veramente appesantito e imprigionato fisicamente e psicologicamente nella sindrome da torrone. Forse anche in quella della Tombola. Meno male che è finita pure la Lotteria Italia della Carrà, così si chiude con i giochi e le feste e si ricomincia. Vero Tommy?
ALTRI GOL 18^GIORNATA
CLASSIFICA SERIE A - 18^ GIORNATA
| Pos.
| Squadra
| Pt
| PV
| PN
| PP
|
| 1
| Inter
| 43
| 13
| 4
| 1
|
| 2
| Juventus
| 39
| 12
| 3
| 3
|
| 3
| Milan
| 34
| 10
| 4
| 4
|
| 4
| Napoli
| 33
| 10
| 3
| 5
|
| 5
| Genoa
| 32
| 9
| 5
| 4
|
| 6
| Fiorentina
| 32
| 10
| 2
| 6
|
| 7
| Lazio
| 30
| 9
| 3
| 6
|
| 8
| Palermo
| 26
| 8
| 2
| 8
|
| 9
| Catania
| 25
| 7
| 4
| 7
|
| 10
| Roma
| 24
| 7
| 3
| 7
|
| 11
| Atalanta
| 24
| 7
| 3
| 8
|
| 12
| Udinese
| 23
| 6
| 5
| 7
|
| 13
| Cagliari
| 22
| 6
| 4
| 8
|
| 14
| Sampdoria
| 20
| 5
| 5
| 6
|
| 15
| Siena
| 19
| 5
| 4
| 9
|
| 16
| Lecce
| 17
| 3
| 8
| 7
|
| 17
| Bologna
| 16
| 3
| 7
| 8
|
| 18
| Torino
| 15
| 4
| 3
| 11
|
| 19
| Reggina
| 13
| 3
| 4
| 11
|
| 20
| Chievo Verona
| 10
| 2
| 4
| 12 | 12/22/2008 SeRiE A - 17^GiOrNaTa - LaZiO-PaLeRmO 1-0
commento sky
commento De AnGeLiS
BuOnE FeStE!! : LaZiO-PaLeRmO 1-0
8 a Rocco ROCCHI Se c’era un giocatore che doveva assolutamente segnare per mettere a tacere tante polemiche, era proprio lui. Se c’era un giocatore che doveva gonfiare la rete per fare tornare la Lazio a vincere dopo un mese e mezzo di buio assoluto, era proprio lui. Se c’era un giocatore che doveva regalare sorrisi e buonumore alla gente laziale per le incombenti festività, questi era proprio lui: Tommaso Rocchi. Il Capitano. Tornato al gol dopo tante polemiche, scaturite proprio dalle sue parole, che avevano messo a soqquadro l’ambiente. Meno chiacchiere e più fatti, avevamo chiesto a Tommy, e lui ci ha risposto alla grande. Bentornato Ghepardo, capace di far salire la squadra in quattro e quattrotto e di colpire al momento opportuno. Grazie Tommaso, adesso sì che saranno “buone feste”.
7 + a Carlos Monzon LEDESMA Lo scaldabagno di Udine l’ha rigenerato. Er Lumaca infatti, è salito in cattedra subito, nonostante le barricate innalzate dagli avversari. Leader in mezzo al campo, smistatore di palloni e frangiflutti antiesondazione, ovunque e comunque. Ha fatto insomma il suo dovere con intelligenza e scaltrezza e quando je’ capitato a tiro er Pantera, il giocatore cioè che ha sostituito a suo tempo (vedi archivio delle Pagelliadi), jà fatto pure bu, bu-bu-settete s’intende. Liverani?, chi era costui.
7 a Zibidì-Zibidè-Diakitè Un’entrata subito, nei primi minuti, su Bresciano, a spazzare via. Come faceva Wilson e dopo di lui, nessun altro. Vera e propria “roccia”, ma anche gazzella, pronta a correre su e giù per il prato dell’Olimpico. E’ il regalo più bello e inaspettato che abbiamo trovato sotto l’albero biancazzurro.
7- alla Legge del Meghni Ce serve o non ce serve?, ci chiedevamo scojonati dopo l’ennesima prova solipsista, tanto fumo e poco arrosto del novello Dorian Gray. E lui, come se ci avesse letto o ascoltato nelle nostre dissertazioni radiofoniche, ha avuto contro i rosanero uno scatto d’orgoglio e ha lasciato (finalmente) nello spogliatoio dello stadio il suo narcisismo inutile, per mettersi al servizio della squadra. E così, dulcis in fundo di una prestazione all’altezza della fama di Zizou dei poveracci, nell’azione travolgente del gol, partita dai piedi der Lumaca, è stato lui a metterci lo zampino più importante per Rocco. Et voilà!
6 e tre quarti a San Marino-Andorra-Liechstein Il Forrest Gump de noantri biancazzurri è inarrestabile. Manco il povero Derrick ci sarebbe riuscito. E allora per fermarlo, non resta che buttarlo giù. Con le buone e spesso e volentieri, con le cattive, come hanno fatto i palermitani. Ma lo svizzerotto tornerà dallo stop forzato delle vacanze natalizie e dalla zampata presa, più veloce e assatanato di prima. Scommettiamo?
6 e mezzo a Tibidabo DABO Un altro a cui le critiche servono da stimolo. E’ entrato nella ripresa per rimettere ordine a un centrocampo deboluccio, e la quadra ha cominciato a delinearsi. Randellate d’autore e sapienti raddoppi per proteggere il regista che non ride mai. Geometra “ma anche” muratore , come si conviene insomma.
6 + a Macedonia PANDEV e Pasqualino SETTEBELLEZZE Preziosi entrambi, ma a fasi alterne. Al Folletto dell’Est si deve infatti l’unico tiro in porta dopo un bello slalom, nel primo tempo piatto (nostro) e barricaredo (loro) del match. Al clone di Nino D’Angelo invece, grandi spunti in apertura e soprattutto in chiusura, quando c’era da tirare fuori la squadra dal ritorno di Miccoli e compagni.
6 a Mariangela Fantozzi CRIBARI Il vedovo di Siviglia deve elaborare il lutto. I suoi interventi sono sempre precisi e puliti, d’accordo, ma si vede che soffre senza il suo sodale d’annata. Torneranno insieme, statene certi. Come Boldi e De Sica.
6 ad Al Bano CARRIZO Normale amministrazione. La raccomandata per il signor Paci, la cartolina per la figlia di Mercuri, il pacco per il Commendatore, la pulizia della scala B. Portiere tout court rintanato in guardiola. Come dire, pe’ ste feste se semo sarvati, i ladri nun so’ venuti. E tutti i condomini di Casa Lazio festeggiarono felici e contenti.
6- ad Anticoli Corradu Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, non è quello di inizio anno. La speranza è che con la fine del 2008, getti dalla finestra tutte le palle perse e i recuperi svaniti sulla fascia per tornare “più bello e superbo che pria”, come diceva Petrolini.
5 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Letterina di Natale. Caro Gesù Bambino, tu che sei tanto buono e capisci noi bambini, fammi felice e portami un tridente che sia a senso unico, dove cioè io possa giocare da solo senza li amichetti mia che so’ pure antipatici. Perché tu lo sai, il pallone lo porto io e perciò vojo giocà sempre. Se mi farai sto regalo, ti prometto che porterò sempre il grembiule col fiocco senza fare storie, non mi metterò più le dita nel naso e non farò più la pipi a letto. Maurito.
5- a Gatto Silvestro Mai in partita. E’ rimasto in Cina. Però attenzione Lollo, con la Befana finisce tutto, e andiamo…
aLtRi GoL 17^giornata
cLaSsIfIcA 17^GiOrNaTa
12/18/2008 SeRiE A - 16^GiOrNaTa - UdInEsE-LaZiO 3-3
PeR gRaZiA RiCeVuTa...
Udinese-Lazio 3-3
7 a San Marino-Andorra-Liechstein La storia si ripete anche a Udine, facciamo resuscitare i morti (cinque sconfitte consecutive per i friulani, sic!). Dice, ma alla fine hai pareggiato. Capirai, per grazia ricevuta. Perché tu, squadra con gli attributi, dovevi andare su e stenderli, punto e basta. Altro che. E invece, i “nostri eroi” sono apparsi subito in confusione, come chi li ha messi in campo, che in sedici giornate ha cambiato sedici formazioni e non ha ancora trovato la squadra. Per nostra fortuna però, uno quadrato e forte l’abbiamo trovato, è il Forrest Gump de noantri, Il migliore quanto a rendimento e continuità dall’inizio del campionato ad oggi. Se tutti avessero dato il fritto come lui, sempre, adesso sarebbe tutta un’altra musica.
6 e tre quarti a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca soffre. Ingabbiato nel proprio guscio, annaspa in mezzo al campo senza colpo ferire. Ma ha una dote che gli fa onore: non ce vole sta. Lo scaldabagno scagliato sul finale premia proprio questa sua dote caratteriale, la tigna. La tigna che ci ha messo quando tutto sembrava ancora una volta perso, nel rimboccarsi le maniche e ripartire. E la sua rete lo fa eccezionalmente ridere, al pari dei tifosi. Ma è un sorriso con retrogusto amaro. Come quello che segue alle battute di Crozza a “Ballarò” sulle miserie della politica. Si ride per non piangere.
6 e mezzo a Zibidì-Zibidè-Diakitè I primi minuti sono da brivido. Poi, esce alla distanza, come faceva la grande Lazio del primo Lorenzo. E so’ dolori per i bianconeri. Autoritario come un comandante dei marines e deciso come un fabbro della fabbrica di San Pietro, il Leone della foresta si divora gli avversari e riesce persino a piazzare il suo colpo preferito: la capocciata a rete. Ed è gol. Quello della speranza.
6+ a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Ha fatto poco e niente. Come quasi tutti gli altri compagni di merende. Un merito però ce l’ha avuto, quello di averla buttata dentro per primo, quando la partita sembrava chiusa definitivamente. Una ribattuta da fortunato cecchino dell’area e non da fenomeno. Niente a veder cioè coi capolavori balistici che ci aveva fatto vedere. Ma è già tanto, perché era da na vita che non segnava.
6 a Macedonia PANDEV L’Aquila torna a volare col suo ingresso in campo. Il Folletto si accende e la squadra si scuote. C’è il suo zampino nel pareggio finale. Applausi please.
6- - al coiffeur pour dame e pour home Del Nerò Riaparecido a sorpresa dalla notte dei tempi (la troupe di “Chi l’ha visto” aveva ormai desistito dalle ricerche nelle stazioni ferroviarie e sotto i ponti della città, dopo la sua sparizione volontaria), l’hair stilist griffato l’Oreal de Paris è tornato a sorpresa in campo. Riproponendosi peraltro come l’avevamo lasciato (era il tempo di Cossiga o Scalfaro Presidente?): ovvero tutto dribbling e guai muscolari. Della serie, vorrei ma non posso. Sino alla sostituzione. Sino alla prossima sparizione. Sino al prossimo presidente.
5+ alla Legge del Meghni 45 minuti per provarci, alla buona, con qualche finta e qualche, ma proprio qualche apertura, ma con il macigno sulle spalle dell’errore che favorisce il terzo gol dei bianconeri. Il problema però è un altro, sto benedetto Zizou dei poveracci, ce serve o nun ce serve?
5 ad Al Bano CARRIZO Atri tre pallini su quattro tiri. Incolpevole o meno su tutti, ci sarebbe comunque di che tremare, perché la media si mantiene alta. Per molto meno gente come Garella o Fiori, a suo tempo è stata beffeggiata e distrutta. Il primo lo chiamavano “Paperone”, l’altro “Saponetta” due soprannomi che erano tutto un programma. Altri tempi, altri numeri uno. Adesso infatti abbiamo il “Fenomeno dei Due mondi” che j’arimbarza tutto. Fateci caso, sia che li prenda (i gol) o li pari (i tiri), lui resta sempre impassibile, anzi, immobile. Non si scompone. Ma soprattutto, non la trattiene mai. E così spesso va a finire che la fuori dal vasetto.
5 ad Anticoli Corradu Uno che è cambiato da così a così, vabbè questa è “figurata” e viene meglio dal vivo col movimento del palmo della mano, ma il senso si è sicuramente capito. Sì perché l’anno scorso, quando è arrivato a gennaio, è esploso come un botto di capodanno, subito in palla, mentre quest’anno fatica addirittura a stare a galla. Nel primo tempo infatti ha ballato come uno scolaro beota di “Amici” della De Filippi. Un dilettante insomma. Poi si è ripreso. Ma non è più lo stesso, come la pioggia.
5 - a Rocco ROCCHI Un bel colpo di testa alla fine del primo tempo e basta. Il Ghepardo resta un rebus incomprensibile. Nessuno riesce a decifrarlo. Manco il grande Bartezzaghi. E ho detto tutto, come direbbe Peppino De Filippo.
5 - - a Tibidabo DABO e Mariangela Fantozzi CRIBARI Signore e signori buonasera, questo il programma della rete: dal teatro Nazionale di Udine va in onda, “Questi fantasmi”, commedia in due atti per la regia di Delio Rossi, con il geometra d’oltralpe e la vedova di Siviglia protagonisti assoluti. Si considera la visione ad un pubblico adulto.
4 a Manuel Fantoni BELLERI Che facesse parte della rosa, lo si era incredibilmente appreso da Raffaella Carrà, quando la squadra è stata ospite della attempata showgirl in televisione. Molti però, ascoltando il suo nome fra quelli annunciati dalla simpatica conduttrice, si erano creduti che ci fosse stato un errore e si erano fatti una bella risata. Capita del resto, che a volte una parola, una frase o un nome, resta in “memoria” tra un copia e incolla. Sciagurati, ridete adesso se ne avete la voglia.
aLtRi GoL 16^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA 16^GiOrNaTa
| Pos.
| Squadra
| P.ti
| G
| V
| N
| S
| Gf
| Gs
| +/-
|
| 1
| Inter
| 39
| 16
| 12
| 3
| 1
| 29
| 10
| 19
|
| 2
| Juventus
| 33
| 16
| 10
| 3
| 3
| 27
| 12
| 15
|
| 3
| Napoli
| 30
| 16
| 9
| 3
| 4
| 25
| 15
| 10
|
| 4
| Milan
| 30
| 16
| 9
| 3
| 4
| 23
| 17
| 6
|
| 5
| Fiorentina
| 29
| 16
| 9
| 2
| 5
| 24
| 14
| 10
|
| 6
| Genoa
| 26
| 16
| 7
| 5
| 4
| 23
| 17
| 6
|
| 7
| Atalanta
| 24
| 16
| 7
| 3
| 6
| 20
| 16
| 4
|
| 8
| Lazio
| 24
| 16
| 7
| 3
| 6
| 25
| 22
| 3
|
| 9
| Palermo
| 23
| 16
| 7
| 2
| 7
| 21
| 20
| 1
|
| 10
| Roma
| 23
| 15
| 7
| 2
| 6
| 19
| 20
| -1
|
| 11
| Udinese
| 22
| 16
| 6
| 4
| 6
| 24
| 21
| 3
|
| 12
| Catania
| 22
| 16
| 6
| 4
| 6
| 15
| 18
| -3
|
| 13
| Cagliari
| 20
| 16
| 6
| 2
| 8
| 18
| 20
| -2
|
| 14
| Sampdoria
| 19
| 15
| 5
| 4
| 6
| 15
| 17
| -2
|
| 15
| Siena
| 19
| 16
| 5
| 4
| 7
| 12
| 16
| -4
|
| 16
| Bologna
| 14
| 16
| 3
| 5
| 8
| 19
| 27
| -8
|
| 17
| Lecce
| 13
| 16
| 2
| 7
| 7
| 14
| 24
| -10
|
| 18
| Torino
| 12
| 16
| 3
| 3
| 10
| 17
| 29
| -12
|
| 19
| Reggina
| 12
| 16
| 3
| 3
| 10
| 14
| 32
| -18
|
| 20
| Chievo
| 9
| 16
| 2
| 3
| 11
| 9
| 26
| -17 | 12/9/2008 SeRiE A - 15^GiOrNaTa - LaZiO-InTeR 0-3
Dalle stelle alle stalle: Lazio-Inter 0-3
6 a Pasqualino Settebellezze FOGGIA Nel giro di 72 ore, la Lazio passa dalle stelle del trionfo a San Siro, alle stalle della debacle dell’Olimpico. Troppo forti loro, praticamente marziani, troppo stanchi noi per i 120 minuti sul groppone e nel cervello e perdippiù inesperti. La linea giovane non paga stavolta di fronte alle vecchie volpi interiste. E il miracolo di San Siro non si ripete. Né i Cinquantamila riescono a far volare la squadra. E così tutti stentano e si sfilacciano davanti a Ibra e compagni. Come il clone di Nino D’Angelo, che svaria da destra a sinistra e riesce ogni tanto, a crossare o a scagliare qualche tiro in porta. Ma è poca cosa, proprio poca.
6- a Carlos Monzon LEDESMA Tra i protagonisti della vittoria col Milan, riesce a malapena a salvarsi dal naufragio generale. Senza però riuscire nel suo compito principale, quello della impostazione del gioco. Che te voi verticalizzà infatti se il centrocampo nerazzurro innalza un muro che né a Troia (chiedere a Omero) né tanto meno a Berlino si era mai visto? Come puoi smistare palloni, se i mastini di Mourinho ti ingabbiano come una tigre al circo? E così er Lumaca rientra nel guscio e tutti a casa.
5 e mezzo a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) E alla quindicesima giornata il Monello della Pampa si fermò. Come tutti peraltro, ma per lui su cui tutto l’ambiente spera nel cambio di marcia, la fermata fa discutere. E fa male. L’unico spunto di classe tra tanto grigiore, arriva a metà del secondo tempo, quando Maurito s’invola e semina avversari come birilli. Tutto il resto però è come cantava Califano, noia.
5+ a Macedonia PANDEV Mezz’ora per il matchwinner di Coppa, in cui riesce comunque a regalare a Zarate un assist coi fiocchi. Poi la stanchezza e i muscoli che traballano, lo mettono kappao. Peccato vero.
5 ad Al Bano CARRIZO Quattro tiri, tre gol. A dirla così, sarebbe da infamoni, o politicamente scorretto, fate vobis. Se si sottolinea invece che il primo l’ha preso a freddo, il secondo l’ha subito dal fuoco amico e il terzo in seguito ad un millimetrico fuorigioco, ci si avvicina di più alla realtà. Fatto è che il Fenomeno dei Due mondi, tre palloni in casa non li aveva mai raccolti dal fondo della sua porta sino ad ora e questa è un’altra inoppugnabile realtà. Ecco, la chiave di lettura della sua prestazione è proprio qui: dai confini della realtà a cui erano legate le sue leggendarie imprese fra i pali, Fenomeno dei Due mondi appunto, alla dura realtà del nostro campionato....
5 a Tibidabo DABO e Brocco BROCCHI Un tempo per uno non fa male a nessuno, ma alla Lazio sì. Col bello-giovane-e-abbronzato d’oltralpe che ritorna alle sue origini di muratore del centrocampo (altro che geometra) riuscendo si e nò ad incollare la cofana e con l’ottavo nano che corre come un forsennato per inseguire gli avversari e la palla, senza raggiungere né gli uni né l’altra. Della serie, tanto fumo e niente arrosto.
5- a Zibidì Zibidè Diakitè Gettargli la croce addosso per quella sfortunata autorete, sarebbe ingeneroso. Perché il mandingo de noantri le basi del difensore di razza ce l’ha. Solo che ci vorrà ancora tempo per potersi misurare contro giocatori di una altro pianeta. Tanto tempo. Se sì pensa che per arrivare sulla Luna c’hanno messo un’eternità….
5- - a se son Rosental Non ha mai inciso. Come il bidello Carlo Capponi all’Isola dei Famosi. Praticamente nullo.
5- - a Rocco ROCCHI La sua involuzione è preoccupante. Dove è finito il Ghepardo dell’area? Dove è finito l’attaccante che segna così tanto da entrare nella hit dei bomber biancocelesti di tutti i tempi? Chissà chi lo sa, avrebbe risposto il grande Febo Conti della Tv dei Ragazzi, quella che trovava risposta ad ogni perché senza perdersi in chiacchiere. Già, le chiacchiere, proprio quelle che hanno portato su una strada senza uscita il buon Tommy.
4 e mezzo a Gatto Silvestro e Coca Kolarov Noi siamo i giovani, i giovani, i giovani, noi siamo i giovani, l’esercito del surf…L’inno dell’Onda studentesca, si sposa perfettamente alla linea verde propugnata da Rossi per affrontare i titolati nerazzurri. Al primo assalto infatti (leggi Muntari e Samuel liberi e belli di fare il loro porco comodo), se la sono fatta sotto. E’ proprio vero, non ci sono più i contestatori di una volta….
3- a bello Mauri! (eccetera) Nell’albero di Natale (4-3-2-1) schierato dal mister (siamo in tema d’altronde), il belloccio è stato piazzato a centrocampo, terzo a sinistra. Ma la sua performance, all’insegna del non gioco, è stata più che da statuina del Presepe che da ramo mancino dell’albero predetto. Immobile come un pastore senza gregge, non ha mai preso parte alla partita come si conviene del resto ad un pupazzetto di gesso. Neanche la presenza del bue Muntari e dell’asinello Maxwell hanno scosso il suo ego dal torpore. Dovremo aspettare la nascita del Bambinello per rivederlo giocare? La risposta all’arrivo dei Re Magi.
aLtRi GoL 15^GiOrNaTa
cLaSsIfIcA SeRiE A 15^GiOrNaTa
1 Inter 36 2 Juventus 30 3 Milan 30 4 Napoli 27 5 Fiorentina 26 6 Atalanta 23 7 Lazio 23 8 Genoa 22 9 Catania 22 10 Udinese 21 11Roma 20 12 Cagliari 20 13 Palermo 20 14 Siena 19 15 Sampdoria 16 16 Lecce 13 17 Reggina 12 18 Torino 12 19 Bologna 11 20 Chievo 9
12/4/2008 CoPpA iTaLiA - OtTaVi Di FiNaLe - MiLaN-LaZiO 1-2 (d.t.s.)
Milan-Lazio 1-2
8 a “Macedonia” PANDEV Finalmente Lazio. Finalmente grande. Finalmente Goran! Nella notte avvolta dalla nebbia di San Siro è tornata a splendere una stella, quella del Folletto dell’Est, improvvisamente rivitalizzatosi dopo tanta apatia, con una prestazione coi fiocchi. Tenace, pugnace, mordace, dopo tre quattro tiri da paura, realizza finalmente il gol della vittoria che vale il passaggio ai quarti in Coppa. Un gol per tornare a sognare e ricompattare l’ambiente, dopo tante sofferenze e domande rimaste senza risposte sui perché di una Mitica senza testa e senza cuore. Bentornato Goran, bentornata Lazio. Ricominciamo.
7 e mezzo a Zibidì-Zibidè-Diakitè Un leone in campo. Un grandissima sorpresa. Aveva davanti fior di campioni dai nomi altisonanti e perché no, ingombranti, ma se ne è fregato. Anzi, ja detto pussa via e li ha messi a tacere in quattro e quattrotto. Aggressivo, martellante, autoritario, sembrava un veterano e invece era all’esordio nella cosiddetta Scala del calcio. Insomma bravo, una colonna su cui puntare.
7+ a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) La scena del calcio di rigore va rivista al rallentie. Maurito avanza, depone la sfera sul dischetto, guarda Dida che sgrana gli occhi in un maldestro tentativo da cartomante di Tele Sabina di ipnotizzo, e lo gela con lo sguardo. Come dire, Ma che stai affà! Poi calcia il pallone con forza e lo fredda definitivamente. Grande. E c’è chi lo vuole discutere…
7 a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca esce dal guscio e domina. Il centrocampo. Allunga e accorcia la squadra come si conviene, taglia e scuce il gioco avversario e combatte su ogni palla. Dopo il gol di Sheva poi l’apoteosi. Monta in cattedra come un Preside ringalluzzito dalla riforma Gelmini e so’ dolori per gli “scolaretti” di Ancelotti, versione Gasperino er carbonaro con quel ridicolo berretto. Bacchettate vere, come una volta.
7 a “Bentornato Picchiatello” con Jerry Lewis-Muslera Toh chi si rivede, il castoro dal volto umano. Irresistibile come l’avevamo lasciato, ma stavolta nel senso buono del termine. Già perché la notizia bomba è questa, Muslera para. Eccome se para. Sconvolti dalla circostanza verificatasi nella partita, i redattori della Settimana Enigmistica, hanno dovuto aggiornare con una ribattuta in tempo reale, il numero in uscita del celeberrimo periodico, inserendo la sorprendente prestazione del giovane uruguagio nel match di Coppa, nella nota rubrica “Incredibile ma vero”. Come la bottiglia che invece di rotolare lungo quella strada in discesa dei Castelli romani, sale. Incredibile ma vero, appunto. Come le parate di Muslera.
6 e tre quarti a Gatto Silvestro Perso per strada dopo l’operazione Pechino, era rimasto praticamente in Cina, il baby de noantri torna da protagonista in campo. Di fronte si trova Ronaldhino e se lo pappa. Ja fatto fa la fine del sorcio. E non poteva essere altrimenti, lui gatto e quel brutto dentone, sorcio vero.
6 e mezzo a Tibidabo DABO Ha coperto quando c’era da coprire il centrocampo ed è ripartito quando la squadra si lanciava all’assalto. Tanta quantità al servizio dei compagni. Geometra con risvolti da muratore. O se preferite, un muratore diplomatosi alle serali. Uno venuto dalla gavetta insomma, che conosce il mestiere.
6 e mezzo ad San Marino-Andora-Liechstein Per fermarlo l’hanno dovuto azzoppare. E ho detto tutto, come diceva il grande Peppino De Filippo. Bravo comunque anche come centrocampista.
6 e mezzo a se son Rosental La prima volta che gioca bene. Senza sbavature, senza cappellate, senza amnesie. Sembrava che ci provasse gusto a giocare bene. Dall’oroscopo di Branko, La luna consiglia: Adesso che avete assaggiato il dolce, insistete, la vita sarà tutta un’altra cosa.
6+ a Coca Kolarov Chi la dura la vince. E alla fine la butterà dentro.
6 a Pasqualino, Rocco, a bello Mauri! e alla Legge del Meghni Hanno fatto ammuina. Chi più, chi meno, hanno contribuito in ogni caso alla realizzazione di questo inatteso “Miracolo a Milano” da tanto agognato. Col clone di Nino D’Angelo partito in difficoltà addirittura su Favalli (sic!), il Ghepardo all’attacco col freno a mano tirato, il belloccio sciupone in zona gol come è nel suo stile di sciupafemmine e il Zizou dei poveracci in affanno sul goleador rossonero tra un doppio passo e l’altro. Ma fa niente. Per fare i miracoli c’è bisogno di tutti.

11/10/2008
SeRiE A - 11^GiOrNaTa - LaZiO-SiEnA 3-0
Lazio-Siena 3-0
8 e mezzo a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) E’ il valore aggiunto. E’ il più in forma di tutti. E’ l’Et dal volto umano. E’ quello che batte una punizione e la infila nel sette sbloccando il risultato inchiodato in un piatto pareggio condito da velleità senesi. E’ quello che come tocca palla e s’inventa dribbling e assist (altri due vincenti), fa gridare “Mamma mia!” ai tifosi biancocelesti, affascinati dal suo estro ed entusiasmati per le sue prodezze. Sì, “Mamma mia” , come cantavano e cantano tuttora i mitici Abba in tutto il mondo. Mamma mia che Zarate, mamma mia che Lazio, mamma mia che classifica.
7 e mezzo a Rocco ROCCHI Un copione già visto, entra e la squadra cambia volto. E si rivede, finalmente, la grinta. Tommy sgomita, corre, cade, si rialza e rimedia la punizione di cui sopra, per il monello della Pampa. Incontenibile Ghepardo. Mai sazio. Non gli basta infatti il piattone del raddoppio e della sicurezza per il risultato. Cerca il trionfo personale, che grazie allo svizzero fuggente e generoso, trova all’ultimo assalto. Bentornato Tommaso, la tua gente ti ama. E ti vuole così.
7+ a San Marino-Andorra-Liechstein Forse non è stata la sua migliore partita, da quando a sorpresa è stato catapultato a Roma dal paesino di Heidi. Ma è stata sicuramente la partita dove ha dato il fritto, mentre i suoi compagni, stentavano a carburare ed a trovare tempi e modi per aggredire i bianconeri. Eppoi quel beau geste alla Inzaghino, che ha regalato a Rocchi il bis. “Bene-bravo-7+”, Cochi e Renato insegnano.
7 ad Al Bano CARRIZO Quanno ce vo’ ce vo’, come diceva il grande Aldo Fabrizi. Perciò se il Fenomeno dei Due mondi riesce a effettuare altre due parate (dopo la prima entusiasmante con il Lecce), è giusto e sacrosanto sottolinearlo con enfasi dopo tante polemiche e chiacchiere da bar. Sembra incredibile infatti, ma il protagonista della telenovela più estenuante e stucchevole dell’ultracentenaria storia della Lazio, col Siena ha piazzato due interventi che lo accreditano effettivamente come “numero uno” e non solo come numero tout court. E’ successo al 9° minuto del primo tempo (si era sullo 0-0), quando ha alzato oltre alla traversa un insidiosissimo tiro di Ghezzal ed al 43°, quando d’istinto ha stoppato una velleitaria sassata di Calaiò. La media così si innalza paurosamente: undici partite, tre belle parate. Così è se vi pare.
6 e mezzo a Pasqualino Settebellezze FOGGIA Un Pasqualino dai due volti. Lento e imbrigliato nel centrocampo avversario nel primo tempo, svelto e fantasioso nel secondo. Giano bifronte insomma, come la nostra amata Lazio, incapace di proporsi al tiro nei 45 iniziali, puntuale nei successivi nel calare il tris d’autore. Quando si muove sulla fascia comunque, è tutta un’altra cosa.
6 e mezzo a Carlos Monzon LEDESMA Er Lumaca parte al rallentatore, come è nel suo stile del resto. Annaspa come nelle precedenti puntate, alla ricerca della posizione e del gioco perduto. Ma gli ci vuole un tempo per capire quello che succede in campo, preferendo tagliare piuttosto che cucire. Poi, la svolta, col nuovo assetto tattico. E ritorna il regista che non ride mai ma fa ridere gli altri.
6+ al Duo dell’Emergenza In castigo Mariangela (e nessuno sa perché), la coppia al top delle preferenze del Sor Delio è quella composta da Soraya e Sor Pampurio. E con loro ne vedremo delle belle, è sicuro. Tipo quella scarpata che il ceko ha mollato (nelle intenzioni) verso il modesto Curci e che in realtà ha centrato un tifoso della Tevere, dimostrando una rara perizia balistica. Da scarparo appunto. O tipo quelle corse in affanno del Barbiere su un Maccarone qualsiasi. Roba da far rivoltare nella tomba il buon Nando Moriconi che come è arcinoto, i maccaroni che provocavano come il pelato di Giampaolo, li distruggeva senza tanti problemi, anzi, se li magnava, altrochè.
6 a Coca, Brocco e Tibidabo Senza infamia particolare e senza lode da esaltare. Sufficienti. Come quando tirano senza prenderci le bombe da lontano il primo, rincorrono palla e avversari il secondo o randellano da maniscalchi quando non ce la fanno più il bello-bravo-e-abbronzato terzo.
6- - a bello Mauri! (eccetera) e alla Legge del Meghni Meritocrazia è la parola d’ordine del momento. A parole tutti vogliono che il merito sia premiato. Gelmini, studenti, professori, opinionisti, politici. Ma quando il merito ce l’abbiamo in classe e i capoccioni di turno, leggi il belloccio del Distretto di polizia e l’innamorato del pallone come Dorian Gray di sé stesso, si limitano a svolgere il compitino, manco fossero analfabeti di ritorno alle prese con una traduzione dal greco, non è uno scandalo? Il merito, loro, lo lasciano sotto il banco, preferendo la ricreazione in corridoio, ma stessero attenti: prima o poi arriva il Preside e li mette in castigo dietro la lavagna col cappello dei somari in testa. Tanto mo’ con la riforma, se po’ fa, se po’ fa.
cLaSsIfIcA
Inter 24
Napoli 23
Milan 23
Lazio 22
Juventus 21
Udinese 21
Fiorentina 20
Genoa 20
Catania 18
Palermo 16
Atalanta 14
Siena 12
Lecce 12
Torino 11
Sampdoria 10
Cagliari 10
Roma 8
Bologna 6
Chievo 6
Reggina 5
11/3/2008
SeRiE A - 10^ GiOrNaTa - LaZiO-CaTaNiA 1-0
Lazio-Catania 1-0
8 a Pasqualino Settebellezze FOGGIA Hanno ucciso l’Uomo ragno chi sia stato lo si sa: Pasqualino Settebellezze! Sì, proprio lui, lo scugnizzo della Lazio, quello insomma che quando entra smuove le acque come quegli scavezzacollo con gli acquascooter che seminano il terrore fra i bagnanti. Piccolo come è, scattante e fantasioso anziché no, è stata l’ennesima mossa inventata dal Sor Delio (ha cambiato modulo e interpreti a go gò) per cercare di sfondare la Grande Muraglia innalzata dall’imbolsito Zenga, già Uomo ragno del football tricolore ora bamboccione in blu ministeriale Facis con tanto di panza e panciotto (sic!). E la mossa si è rivelata vincente. Stop di sinistro al volo e di seguito sveja con lo stesso piede sull’angolo del paratutto Bizzarri. Un gran gol. Un gol settebellezze. E così la Mitica vola.
7 e mezzo a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (olè!) Negli sconclusionati 85 minuti di nulla in cui si stava svolgendo la partita, l’Et dal volto umano era stato l’unico a darsi da fare ben oltre il catenaccio avversario. L’abbiamo visto correre in lungo e in largo, marcare e smarcarsi, dribblare e crossare, tirare e passare come un ossesso. Addirittura esibirsi in un duplice doppio passo da artista della pelota. Poi finalmente quell’assist di venti metri per il clone di Nino D’Angelo che ha cambiato l’esito della partita, avviata mestamente su un binario morto. Come col Chievo, la vittoria si deve a lui. Applausi.
7 a San Marino-Andorra-Liechstein Sempre più sicuro di sé. Sempre più in palla. Sempre più di corsa. Sempre. Il Forrest Gump de noantri biancocelesti è una certezza. Come un programma di Antonio Ricci. Con lui si va sul sicuro. E la gente laziale gode.
6 e mezzo all’Ultimo dei Mohicani Ma quale cornetti rosso fuoco, quali pulcinella-gobbetti, quali ferro di cavallo pret a porter, il vero porta fortuna è lui, Simone Inzaghi. Il generoso per antonomasia, l’altruista per natura, il confusionario a fin di bene. Aò, è entrato, e là davanti si è creato un movimento incredibile che ha scombussolato i piani e i ritmi catanesi. Dall’ultimo Scudetto all’ultimo assalto, il passo non è breve, neanche il tempo che è passato, ma tant’è.
6 + ad Anticoli Corradu Qualcuno dice che il rumeno romano non è quello del campionato scorso. Bella scoperta. Provatevi voi a perdere per strada un compagno d’esordio e di battuta come Artipoli co’ Radu, eppoi ne riparliamo. Ripresosi da questa mazzata psicologica, si è rimesso in gioco comunque ed è tornato lesto e tosto come ai bei tempi. Ma se gli ridessero quel calembour vivente…
6+ a Carlos Monzon LEDESMA Ormai l’hanno svagato. Gli si piazzano in due intorno per ingabbiarlo e tutto si blocca. La squadra piange e il tridente langue. Poi però er Lumaca s’incacchia e riprende a macinare. Palle e avversari. A quel punto lo ritrovi dappertutto. Specialmente in difesa negli ultimi minuti, quando taglia e cuce le nostre toppe ed evita la beffa.
6 a bello Mauri! (eccetera) e alla Legge del Meghni Prima il belloccio del Distretto di polizia, trequartista di un tris calato a metà, poi l’innamorato del pallone come Dorian Gray con sé stesso, hanno tentato di inventare “la” giocata giusta. Ma il loro è stato un compitino svolto a metà, senza impegno e studio adeguato, un tema appena sufficiente dove ci sarebbe ben altro da scrivere. Ma avesse ragione la Gelmini co sto maestro unico e i somari dietro la lavagna?
6 al Duo dell’Emergenza Senza infamia e senza lode. Con le solite sviste (vero Sor Pampurio?) e i soliti recuperi (Soraya), ma senza strafare o strasbagliare. Del resto gli attaccanti avversari erano troppo presi a …difendere il pareggio per poter offendere e affondare.
6- a Macedonia PANDEV Ha tirato da tutti li pizzi, ma nella tela tessuta da Zenga (un copione già visto col Lecce), non ha trovato il pertugio vincente. E’ stato comunque meno pimpante del solito. Tipo Max Giusti quando fa l’imitazione di Felipe Massa. Na mezza sòla.
6 - - a Rocco ROCCHI e Brocco BROCCHI Non bene, entrambi. Strano per l’ex milanista, lottatore ma col freno a mano tirato, stranissimo per il Ghepardo, in gran spolvero nelle uscite precedenti (ma era entrato in corsa) che questa volta è sembrato con la testa ancora negli spogliatoi. Della serie, incredibile ma vero.
NG ad Al Bano CARRIZO Non l’hanno mai impegnato. Manco un tiro in 90 minuti. E dite voi se è stato un bene o un male.
CLASSIFICA SERIE A 2008/2009 - 10^ GIORNATA 1 Milan 22 2 Inter 21 3 Udinese 21 4 Napoli 20 5 Lazio 19 6 Juventus 18 7 Fiorentina 17 8 Genoa 17 9 Palermo 16 10 Catania 15 11 Atalanta 14 12 Siena 12 13 Lecce 11 14 Cagliari 10 15 Sampdoria 10 16 Torino 8 17 Roma 7 18 Bologna 6 19 Chievo 6 20 Reggina 5
SeRiE A - 9^ GiOrNaTa - ChIeVo-LaZiO 1-2
Chievo-Lazio 2-1
8 a Mauro Mazza Matias Almeyda Mandrake Zarate (ole!) Rieccolo. E’ tornato il fenomeno. Maurito si accende e la Lazio ritorna. A vincere. Il migliore di una squadra dai due volti (prima imbottita di terzini e smarrita, poi in edizione tridente che come è noto è vincente), che alla fine si riprende con un autogol, quello che le spettava col Napoli. Percussioni, finte, spostamenti continui da un lato all’altro del campo e nell’area avversaria. Un furetto, un razzo, un fantasista, un Et dal volto umano. Così umano, che quando er Sor Delio lo sostituisce, s’incacchia pure. E con lui, ovviamente, tutta la gente laziale. Olè!
7 e mezzo a Cristian Monzon LEDESMA Er Lumaca soffre nel pantano di Verona, ma soprattutto nell’inconcludente e bizzarro 4-4-2. Circondato da difensori e pressato dagli avversari, il regista che non ride mai come il mitico Buster Keaton, arranca proprio come un lumacone senza proporre una soluzione ai problemi della squadra. Poi, la svolta col cambio e così comincia la musica. Uno, due, tre assist al bacio per le punte impreziosite da un paio di recuperi in difesa nel serrate finale, che lo ripropongono al centro dell’attenzione. Meno male.
7+ a Rocco ROCCHI L’avrete notato tutti, ma è bene ribadirlo, è entrato lui, e la squadra ha iniziato a volare. Imprendibile, svelto e scattante, aveva l’argento vivo addosso. Certo, ha fallito di pochissimo (questione di centimetri) due gol possibili (pallonetto e rasoiata di testa a lato), ma ha dimostrato che il suo posto è sul campo e non in panchina. Insomma, se li abbiamo “chievati”, il merito è anche del Ghepardo biancoceleste. E meno male bis.
7 a San Marino-Andorra-Liechstein Adesso anche jolly. Dove lo metti sta. Flessibile come è, se fosse un lavoratore qualsiasi e non un calciatore, quelli della Confindustria gli darebbero l’Oscar. Ala destra, esterno, interno, centrocampista, opinionista, operaio, impiegato, insegnante, bidello, operatore di call center con tutta la vita davanti, taxidriver, ufficiale e gentiluomo. Più semplicemente, il Forrest Gump de noantri.
7- a Macedonia PANDEV Freddo nel capitalizzare il passaggio di Maurito, caldo quando con Tommy in campo s’inventa trequartista e smista palloni. E naturalmente bomber. Il quinto sigillo in campionato, l’ottavo nella stagione con la Coppa. Sta ritrovando l’intesa col monello argentino. Applausi.
6 e mezzo ad Anticoli Corradu Vince la febbre e si butta nella mischia. Copre Kolarv, annulla Luciano e tiene il punto. Poi esce, a testa alta, trotterella sulla fascia e fa partire il crossone della svolta. Siviglia è vendicato.
6+ al Duo dell’Emergenza Soraya e Sor Pampurio di nuovo in coppia. Attenti a non far danni e vigili in difesa. Limitano le incursioni di Pellissier e compagni con qualche svista tollerabile. Quando si vince infatti, va tutto bene.
6 ad Al Bano CARRIZZO Incredibile, ce l’ha fatta. E’ Successo al 14 minuto del secondo tempo, quando si è esibito, a sorpresa, in una parata plastica con estensione totale del corpo, su una sventola di Bogdani, proprio come fa un portiere. Qualcuno difronte a tanta arroganza, si è preso a schiaffi per constatare de visu e de manu, se fosse sveglio o se più verosimilmente fosse già caduto fra le braccia di Morfeo. Era sveglio! E così il Fenomeno dei Due Mondi ha parato, dopo otto-giornate-otto di campionato, è riuscito laddove altri più modesti numeri uno avevano già dato da subito, ma tant’è. Presa finalmente confidenza col pallone, adesso ne vedremo delle belle. Delle belle?
5 a Coca Kolarov A disagio nella linea di centrocampo. Fuori misura e fuori posizione, si è esaltato come la bibita che da lui ha preso il nome, solo quando ha sparato una botta da lontano. Ma è proprio poco. Poco poco.
5- a Tibidabo DABO E’ ancora arrugginito. Come quando arrivò a gennaio nel campionato scorso. Deve tornare il combattente che conosciamo. Assolutamente.
5- - a Gatto Silvestro Per lui non è stata “buona la prima”. Ha steccato. Subito. Soprattutto nell’occasione del gol gialloblù. Frastornato dalle percussioni avversarie,ha faticato molto per risollevarsi. E’ uscito nella ripresa quando la squadra attaccava e non c’era da difendere. Ma non preoccupiamoci, si guarisce dalla Sindrome di Stoccolma, figuriamoci se non si può guarire da quella di Pechino. Noo?
3 a Mazinga MAKINWA Piero Angela con noi ha sempre lavoro. Partito Baronio, ha ora davanti a sé il nuovo Buco nero da studiare e analizzare nei suoi eccellenti special. Un quarto d’ora di nulla, come dire un concentrato delle sue possibilità. L’insostenibile leggerezza dell’essere Makinwa.
CLASSIFICA SERIE A - 9^ GIORNATA Udinese 20 Napoli 20 Milan 19 Inter 18 Fiorentina 17 Lazio 16 Genoa 16 Juventus 15 Catania 15 Atalanta 13 Palermo 13 Lecce 10 Siena 9 Torino 8 Sampdoria 7 Roma 7 Cagliari 7 Bologna 6 Chievo 6 Reggina 5
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